Egr. Sig. sindaco di Nardò
leggo con molto piacere del progetto di riqualificazione della marina di Sant’Isidoro. Mi verrebbe da scrivere: FINALMENTE! ERA ORA! Naturalmente mi auguro che i lavori non mettano in pericolo la prossima stagione turistica, sia per chi sceglie di trascorrere le proprie vacanze nell’anzidetta marina, vivendole con disagio, sia per i commercianti che hanno bisogno di “commerciare” la propria attività ferma dopo troppi mesi.
Quello che non riesco proprio a trattenere nella penna è il seguente concetto: non sono soltanto i progetti di ripristino che vanno realizzati, ma è la manutenzione ordinaria che poi va eseguita come noi che ogni mattina ci laviamo i denti e il viso. Ed è questo “spirito di servizio” che a voi istituzioni manca, tanto da arrivare a ignorare lo stato dei luoghi i quali diventano (come Sant’Isidoro) vergognosamente indecenti, invivibili, impresentabili, una pattumiera a cielo aperto, in cui è assente qualsiasi tipo di controllo e, me lo lasci dire, di dialogo costruttivo per porre rimedio.
Quante volte, egregio sindaco, le ho scritto per segnalarle lo stato di abbandono pluridecennale della marina. Mai un cenno di risposta – io dico dovuta visto che siamo in democrazia – che ho interpretato come espressione di indifferenza (per essere elegante nell’espressione).
Concludo dicendo: era ora di questo risveglio. Che non sia straordinario ed episodico, ma duraturo nel tempo.
Rossella Barletta