Maria Cristina Basurto e Loredana Macrì

Con pronuncia n. 25845 del 23.9.2021 la Corte Suprema di Cassazione, VI Sez. Civile (Pres. Amendola, Est. Dell’Utri), in accoglimento delle tesi dell’Asl Lecce, difesa dagli Avv.ti Maria Cristina Basurto e Loredana Macrì, ha respinto il ricorso proposto da un privato che aveva subito un danno a seguito di un intervento chirurgico eseguito presso la struttura sanitaria.
Nello specifico, con il ricorso in Cassazione, il ricorrente rivendicava l’applicazione, per la quantificazione del danno biologico subito, delle tabelle elaborate dal Tribunale di Milano e non quelle in concreto adottate dalla Corte d’Appello di Lecce.
La Corte di Cassazione, aderendo alle tesi dell’Asl Lecce, ha ritenuto infondata la richiesta del dipendente, chiarendo una volta per tutte come debba essere quantificato il danno.
Secondo la Suprema Corte “sostanziandosi le tabelle milanesi di liquidazione del danno non patrimoniale in regole integratrici del concetto di equità, le stesse devono ritenersi un mero criterio-guida, e non già una normativa di diritto” ritenendo, dunque, “irrilevante la mancanza di una loro diretta e formale applicazione”.
La sentenza è di particolare rilievo poiché conferma la non obbligatorietà del ricorso alle tabelle milanesi, potendo ogni Tribunale e Corte d’Appello quantificare sulla base dei propri parametri.
Nel caso di specie, ciò si è tradotto in un consistente risparmio di denaro per l’Asl Lecce e, dunque, per le casse pubbliche; ma, in teoria, dall’insegnamento della Suprema Corte ne deriva che sarebbe possibile anche l’opposto, ossia una quantificazione maggiore del danno rispetto a quanto previsto dalle tabelle milanesi.

Maria Cristina Basurto
Loredana Macrì