Nello scorso mese di aprile ho sollevato il caso riguardante quale fine farà il materiale cartaceo accumulato nei decenni (almeno 70) dell’ex Ente Provinciale per il Turismo, l’attuale Puglia Promozione di Lecce, ubicata in Piazza Mazzini, angolo via Monte San Michele.
Siccome ritengo che quel materiale cartaceo sarebbe utilissimo a studiosi e ricercatori come la scrivente (www.rossellabarletta.it), già funzionaria del medesimo Ente turistico, mi sono preoccupata della sua destinazione finale quando l’anzidetta sede sarà smantellata per mancanza di personale (gli ultimi due impiegati andranno in pensione il prossimo anno).
Tra le altre testate giornalistiche, ilGrandeSalento.it La Gazzetta del Mezzogiorno hanno ospitato la mia proposta: quel materiale dovrà trovare collocazione nel luogo deputato ossia presso l’Archivio di Stato di Lecce che lo saprà catalogare, conservare e rendere fruibile.
L’ipotesi, trapelata ufficiosamente, che sarà portato nei locali della Regione Puglia in Viale A. Moro a Lecce, è da scartare (per esperienza personale) perché vuole dire abbandonarlo alla polvere, agli scarafaggi, ai topi e al disinteresse umano!
Chiedo che questo appello di provvedere alla salvaguardia dell’anzidetto materiale cartaceo (patrimonio materiale) riguardante la storia del turismo regionale e salentino, non cada nel vuoto e nell’indifferenza, ma sia preso in considerazione. Non foss’altro che per rendere un atto di omaggio e di riconoscenza verso coloro che, da promotori, hanno costruito dal nulla le premesse per valorizzare il territorio regionale e provinciale, realizzato le strutture della sua più importante e redditizia industria, e sono stati i pionieri della mentalità di accoglienza di cui oggi i numerosissimi eredi, inconsapevolmente, traggono benefici.
Gentili Signori questa è la chiave di lettura della mia sollecitazione: quelle carte contengono un’eredità che, se non adeguatamente conservata e protetta, ma sperperata o ignorata, andrà distrutta. Se così dovesse accadere, non sarebbe degno da parte di tutti noi eredi diretti e indiretti. Non onoreremmo la memoria delle cose, dei fatti, delle persone.
Mi piacerebbe ricevere una risposta rassicurante e, magari, leggere un intervento degli autorevoli destinatari sulle testate giornalistiche citate.
Grazie per avermi letto.

Rossella Barletta