Sigg.
Presidente Michele Emiliano
Assessore all’Agricoltura Donato Pentassuglia
REGIONE PUGLIA
Il 29 maggio 2021 la Regione Puglia pubblica sulla stampa locale un’intera pagina per promuovere la lotta alla sputacchina. Essa è incentrata sulle “arature e le altre lavorazioni del terreno e le trinciature delle erbe infestanti… che devono essere effettuate nel periodo 10 aprile-10 maggio” (sic!). Meglio tardi che mai… E’ questa la tempestività, l’efficienza dell’apparato regionale nel richiamare al dovere di tali buone pratiche, preziose ancor più per la prevenzione degli incendi? Buone pratiche previste non solo dalle norme per combattere la sputacchina, ma già da quelle della “condizionalità” che subordinano il beneficio dei contributi europei Agea alla effettuazione delle stesse.
Ora è giusto e doveroso minacciare l’esclusione dai benefici ai proprietari dei campi ulivetati devastati dagli incendi; con la precisazione però che alcuni dei proprietari possono essere responsabili, ma altri ne sono vittime. Peraltro nelle zone collinari o pietrose gli incendi hanno coinvolto anche i piccoli poderi dove sono praticabili solo le trinciature dell’erba che non preservano dalla combustione. Mentre le arature non sempre vengono effettuate (almeno nel Salento leccese) in grandi uliveti (o ex) pianeggianti, che pur continuano a beneficiare di contributi o indennizzi.
Qui ritorna l’annoso problema dei controlli sul campo, del mancato monitoraggio (già responsabile della diffusione del Codiro prima del 2013) ,coinvolgendo anche i comuni nell’eseguirlo inviando sollecitazioni e segnalazioni. Quanti i controlli effettuati e le sanzioni (da 1000 a 6000euro) comminate dai forestali preposti al controllo? I benefici e indennizzi non dovrebbero essere bloccati a coloro che non provvedono alle lavorazioni del terreno, preventive degli incendi? Andrebbe valutata anche la praticabilità che esse siano svolte in supplenza dall’Arif – in collaborazione con le associazioni di categoria (protagoniste di azioni dimostrative negli anni scorsi) – in casi di inadempienze più vistose e più a rischio, rivalendosi sui contributi previsti. Alle minacce tardive, a danno non solo di responsabili dolosi o colposi degli incendi, ma anche di altri che ne sono solo vittime, è preferibile una strategia preventiva e articolata, che è latitante, almeno nel Salento.
Per il Forum Ambiente e salute Lecce
Giovanni Seclì


















