Consiglio regionale pugliese

Il Consiglio regionale pugliese ha approvato all’unanimità la mozione in materia di energie rinnovabili, di cui è prima firmataria la presidente dell’Assemblea pugliese, Loredana Capone. Con il testo approvato si impegna la Giunta regionale a fare propri gli orientamenti imperniati sulla partnership, nella materia delle energie rinnovabili e a intraprendere le conseguenti iniziative nei confronti del Governo nazionale, al fine di sollecitare quanto prima il pieno coinvolgimento della Puglia nelle scelte che si riverberano sul suo territorio. Inoltre, si chiede di attivare ogni opportuna iniziativa con il Governo nonché con la Conferenza permanente per rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, affinché venga assicurato il coinvolgimento degli enti locali territoriali nell’elaborazione delle strategie e nella determinazione dei criteri di allocazione degli impianti di maggior impatto ambientale e paesaggistico, prima dell’assunzione di qualsiasi decisione e determinazione in merito. Si chiede infine, di accelerare il processo di definizione del Pear e di tutta la pianificazione strategica di riferimento per le tematiche delle energie rinnovabili consolidando nella pianificazione gli obiettivi già raggiunti e gli strumenti per raggiungere quelli ancora da conseguire. Con un ordine del giorno presentato dal capogruppo del Pd, non si è dato seguito alla votazione della mozione “No a progetto parco eolico off-shore tra Otranto, Santa Cesarea e Castro” presentata dal presidente del gruppo “La Puglia domani”, perché ritenuta assorbita dalla mozione approvata precedente dal Consiglio regionale.

Polemica sull’assenza degli assessori leccesi Delli Noci, Maraschio, Leo e Palese

Alessandro Delli Noci

Al momento del voto erano assenti i componenti leccesi della Giunta: l’assessore allo Sviluppo, Alessandro Delli Noci, l’assessore all’Ambiente, Anna Grazia Maraschio, l’assessore al Lavoro, Sebastiano Leo, e l’assessore alla Sanità, Rocco Palese. Circostanza sottolineata dai consiglieri regionali Fabiano Amati, Paolo Campo, Michele Mazzarano e Ruggiero Mennea, in una dichiarazione congiunta: «Sulla mozione in favore delle rinnovabili e quindi dello sviluppo energetico e sicurezza ambientale, ci spiace osservare l’assenza nel momento del voto degli assessori con maggiore competenza funzionale sull’argomento e di tutti gli assessori eletti in provincia di Lecce. Governare e assumere le decisioni, anche difficili, è soprattutto compito dei componenti della Giunta regionale, i quali non possono limitare il loro mandato al territorio di residenza o disertare gli appuntamenti quando le scelte rischiano di generare contrasti. Non ci pare giusto, in buona sostanza, che il peso delle scelte debba pesare solo sui Consiglieri regionali».

Amati: «Da oggi la Puglia ha posizione ambientalista chiara: favorevole»

Fabiano Amati

«Da oggi e grazie al Consiglio regionale, la Regione Puglia ha una posizione ambientalista chiara: favorevole. Senza tentennamenti. Tutte le questioni su distanze, capacità e localizzazioni appartengono alle norme vigenti, in prevalenza statali, e alle relative valutazioni tecniche», ha aggiunto nel merito il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati. «Sono soddisfatto – ha continuato Amati – anche perché alla fine emerge una Puglia che si orienta concretamente a dire No al passato in cui la produzione di energia era un sacrificio e non, come con le rinnovabili e il gas, un beneficio; a dire No a politiche inquinanti; a dire No alla povertà; a dire No alla guerra. Una sequenza di No per dire No all’era senza senso del no-Tap imperante, per dire finalmente Si alla modernità pulita e più vivibile». «Credo – conclude Amati – si possa affermare senza rischio di smentite, la volontà della Puglia di rendersi protagonista dei processi decisori sin dall’inizio dei procedimenti, così da spuntare investimenti di responsabilità sociale sui territori; eviteremo in questo modo gli errori del passato, ossia atteggiamenti miranti a lavarsi le mani, lasciando la decisione al Governo nazionale per poi ritrovarsi con le infrastrutture realizzate e con gli investimenti perduti. Una sciagura, quella che oggi abbiamo evitato anche contrastando idee populiste e demagogiche, inclini a eccitare le paure delle persone su un argomento che in realtà dovrebbe essere usato per rassicurare. E tutto questo per responsabilità».