Firmata oggi la proposta di Legge che tutela e valorizza le Bande da Giro pugliesi. Il presidente della VI Commissione Cultura Donato Metallo, insieme alla consigliera delegata Grazia Di Bari, hanno accompagnato l’apposizione delle firme di tutte le commissarie e tutti i commissari della Commissione che ha lavorato alla stesura della proposta. Metallo ha riassunto le proposte formulate dalle associazioni per ottimizzare il testo della norma: valorizzazione delle attività bandistiche attraverso le scuole, valorizzazione della figura del trascrittore, finanziamenti per attrezzature, strumenti e spese di trasporto e accoglienza, premialità per le bande dall’importante peso storico e culturale.

Nell’ambito della discussione, sollevati dubbi, tra gli altri, sulla norma finanziaria che prevede una somma di 500.000 euro, provenienti da fondi autonomi del bilancio, di cui sarebbero destinatarie le 35 bande da giro pugliesi. Se la proposta di legge dovesse essere approvata in Consiglio, la Puglia sarebbe la prima regione italiana ad avere una legge dedicata alle bande. I lavori sul testo sono partiti nel 2019 con un Protocollo siglato da sindaci, maestri concertatori e organizzatori di festival bandistici, per poi proseguire con l’incontro di docenti di conservatorio, associazioni di valorizzazione delle tradizioni, cittadini e comitati feste, al fine di costruire un dialogo con le realtà bandistiche. La proposta va ad inserirsi nella Legge quadro regionale 17 del 2013 sulla Tutela e Valorizzazione del Patrimonio Culturale della Puglia.

Metallo: «Significa investire in arte democratica, mostrare al mondo chi siamo»

«Sono davvero soddisfatto del percorso fatto: questa non è una Legge di un singolo consigliere, ma una legge della Puglia portata avanti da una Commissione intera e dai territori coinvolti», spiega Donato Metallo, primo firmatario e consigliere da cui ha preso avvio l’iter della proposta. «Quella delle Bande da Giro è una tradizione fortissima dell’intero Sud Italia, della Puglia in particolare. Ho avvertito l’importanza di una norma che garantisse ai maestri musicisti della Banda e ai territori che sono palcoscenici di questa tradizione una serie di strumenti di sostegno e valorizzazione. Sostenere le nostre bande significa investire in arte democratica, che arriva a tutte e tutti, che ingentilisce le anime e migliora le nostre comunità. Un tempo “andare dal maestro di banda” significava avere una possibilità senza distinzione di classe sociale, in più: era socialità, era vita. Significa avere cura della nostra storia, mostrare al mondo chi siamo. Il nostro legame con le Bande è antropologico, viscerale. Ce lo hanno confermato i tanti pugliesi che abbiamo incontrato nel processo partecipativo di costruzione di questa legge: semplici cittadini e maestri concertatori, amministratori locali, animatori e animatrici culturali della tradizione, giovani, uomini e donne che con i propri racconti ci hanno restituito il valore collettivo di questo immenso patrimonio culturale immateriale dei nostri territori».

Foto di Eduardo De Matteis
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