di Aldo RECCHIA
Putin come Abisso? Mai dire mai!
Al momento la iella di Abisso è stata finalmente neutralizzata. Si spera una volta per tutte.
Ora, la speranza è rivolta solo in un’unica direzione: poter neutralizzare anche l’imbecillità mostruosa e sanguinaria di Putin, magari – perché no? – pure con l’aiuto dei suoi concittadini, oligarchi e consiglieri che ogni giorno sono a stretto contatto di gomito con il ras zarista, costretti (poverini) a subire comunque le angherie e le prepotenze arroganti del loro capo.
Gli stessi, ormai, lo conoscono tutti da un bel po’, visto che Putin è al potere in Russia da oltre 20 anni. Senza contare che – dopo aver cambiato, tramite un referendum del 2020, alcuni articoli della Costituzione – si è garantita anche la possibilità di rimanere in carica fino al 2036.
Putin, comunque, è universalmente noto. Però, non tutti sanno chi è Rosario Abisso. E’ solo un arbitro di calcio che ha sempre portato sfiga alla squadra del Lecce, tutte le volte che la sorte lo ha designato a dirigere gli incontri della squadra salentina.
Sarà pure una semplice coincidenza e niente più. Fatto sta, però, che il Lecce è stato costretto a subire, negli ultimi tempi – pensate un po’ – una sconfitta in ben cinque incontri su cinque, diretti appunto da Abisso.
Cattiva direzione arbitrale o cosa? Difficile dirlo. Una cosa è certa: i tifosi della squadra salentina ormai si erano persuasi che si trattasse solo di sfiga. Come se l’arbitro Abisso, fosse semplicemente uno sfigato, capace però di trasmettere sfiga alla squadra salentina.
Non si vuole entrare nel merito della questione, visto che lo scrivente è da molto che non segue più il calcio. Esattamente da quando lo sport in questione è stato pervaso più da fattori economici che da sano divertimento sportivo, ammesso e non concesso che lo sia mai stato. E, poi, si preferisce non entrare nel merito della questione specifica, anche perché non si conosce bene la persona Abisso.
Anzi chiedo scusa all’interessato se, per l’occasione, lo si accosta a Putin. Anche perché si ha la netta convinzione che l’arbitro siciliano comunque non abbia niente a che spartire con lo zar russo e che, come persona, magari avrà pure un buon carattere. Comunque, mille miglia lontano dal carattere putiniano, forgiato in un ambiente nient’affatto sereno nel corso della sua fanciullezza e poi definitivamente plasmato nell’atmosfera dei servizi segreti russi (KGB), di cui il responsabile attuale del Cremlino è diventato anche capo.
Basta dare uno sguardo veloce ai trascorsi dello zar, per farsi un’idea illuminante sul chi è Putin. Certo, pochi anni fa, l’uomo in questione veniva considerato universalmente quasi un benefattore, comunque uomo illuminato, generoso e malleabile. Tant’è che non ha avuto alcuna difficoltà ad attirare su di sé la simpatia di molti, visto che la Russia, con lui, sino a poco tempo fa sembrava essere diventata e considerata ormai agli antipodi di ciò che, invece, rappresentava la vecchia Unione sovietica, covo di regimi comunisti e dittatoriali, lontani dall’ideale di democrazia.
Giusto per avere la più pallida idea delle considerazioni su Putin – espresse sino a qualche anno fa – basta leggere il quadro generale tratteggiato da Lorenzo Giarelli su “Il Fatto Quotidiano” del 2 marzo 2022, in cui fra l’altro si evidenzia che persino i giornali della destra amavano lo zar.
«Putin è un vero democratico, uno riflessivo, profondamente rispettoso (sic!) degli altri, il leader numero Uno al mondo». Questo lo diceva il nostro Silvio B. che conosce bene Putin, non fosse altro perché spesso ospite dello zar nei grandi lettoni del Cremlino. B. era così intimo con lo zar che – dicono i maligni – sia stato proprio lui a consigliare a Putin delle sedute di botulino, per plasmare il volto scarnito, che da sempre lo aveva caratterizzato in precedenza.
Ma anche Salvini ci ha messo del suo, quando cinque anni fa voleva scambiare «due Mattarella con mezzo Putin». Non si può disconoscere che Salvini sia un politico di razza, per di più lungimirante. Non c’è che dire. Ora, però, Matteo – alla luce di quanto accade in Ucraina – quanti Putin potrebbero sostituire mezzo Mattarella? Si Salvi…(ni) chi può!
Tutto questo, mentre nel 2019 il “Giornale” – dando spazio a Marton Gyongyosi, leader del partito conservatore ungherese – pubblicava quanto affermato dallo stesso: «la Russia è l’unica che vuole difendere i nostri valori» (a risic!). Ve l’immaginate se fosse stato il contrario? Ma già nel 2016 – si sottolinea ancora sul “Fatto” – “Panorama” (gruppo Mondadori) ammoniva che: «Odiando la Russia danneggiamo noi stessi». E se fosse la Russia ad odiare o invidiare noi, cosa potrebbe accadere più di quello che accade ora, con le minacce (non tanto velate) di ricorso al nucleare? Ai posteri – se ci sarà la possibilità – l’ardua sentenza!
Intanto, lo zar russo (o “russista”? giusto per usare il termine coniato da un ucraino, per definire Putin come un russo nazista) ha messo in salvo in Svizzera la presunta giovane amante Alina con i quattro figli. Si spera che abbia trovato loro un posto sicuro e ben equipaggiato, anche in vista di un possibile (pur se non auspicabile per nessuno) conflitto nucleare. Nel contempo, lo stesso Putin ama organizzare incontri allo stadio con i giovani in particolar modo, obbligati a marinare la scuola, pur di imbottirli delle sue verità, alcune delle quali avranno anche un fondamento valido, ma non giustificano certo i massacri e il genocidio commessi in Ucraina, oltre al sacrificio di migliaia e migliaia di giovani soldati russi – dopo solo tre settimane se ne contano già 7mila all’incirca – mandati a immolarsi per la patria, convinti di fare solo una semplice esercitazione militare.
Ecco il perché del grosso interrogativo posto all’inizio: «Putin come Abisso?».
I tifosi del Lecce calcio si erano ormai convinti che il “fischietto” siciliano di Rosario Abisso, portasse iella alla squadra salentina. Purtroppo, non avevano poi tutti i torti, visto che gli ultimi cinque incontri precedenti, diretti da Rosario Abisso, avevano fatto registrare – come si diceva – cinque sconfitte su cinque.
In proposito, nell’annunciare che il delicato incontro del giorno successivo con l’Ascoli, in Via del Mare, sarebbe stato diretto dall’arbitro siciliano – il “Nuovo Quotidiano di Puglia” del 1° marzo scorso ha fatto contestualmente anche un quadro di quanto registrato con l’arbitro Abisso.
«Nelle precedenti cinque sfide – ha ricordato “Quotidiano” – dirette dal fischietto siciliano, dalla serie C alla serie A, il Lecce ha sempre perso».
Il quadro dettagliato non dava peraltro adito a dubbi:
Lecce-Sudtirol 0-1 (espulsi l’attaccante Foti al 53’ e poi il tecnico Lerda e il medico sociale Palaia);
Frosinone-Lecce 3-1 (direzione molto discussa e polemica post partita di Fabrizio Miccoli che dichiarò: “Non sono sceso in serie C per essere preso in giro da un arbitro come Abisso”;
Lecce-Roma 0-1;
Lecce-Bologna 2-3;
Verona-Lecce 3-0 (espulso Dell’Orco).
Già questi precedenti erano sufficienti per gettare nello sconforto generale i tifosi di una squadra come il Lecce, decisa a fare il salto in serie A, in un momento delicato del campionato. Pertanto, la notizia che l’incontro con l’Ascoli, il giorno successivo sarebbe stato diretto da Abisso non è stata certo accolta con gioia.
Se poi si prende in considerazione anche il fatto che lo stesso Abisso ha fatto molto discutere di sé anche quando ha ricoperto il ruolo di video-assistente arbitrale, mettetevi un po’ voi nei panni dei tifosi salentini e traete le vostre conclusioni.
In occasione, però, dell’incontro con l’Ascoli, stavolta i tifosi salentini non sono stati a guardare e, per l’occasione, si sono attrezzati di amuleti portafortuna, corni e bicorni, per combattere la iella di Abisso. I risultati la dicono lunga, visto che il Lecce – anche in presenza di Abisso – stavolta è riuscito ad imporsi sull’Ascoli per 3-1, portandosi così al vertice della classifica.
Abisso, d’ora in poi non farà più paura.
Accadrà così anche con Putin? La speranza deve essere sempre ultima a morire. Anche se, nello specifico, non si tratta di semplice iella.
Purtroppo prevale in maniera preponderante l’imbecillità umana, giusto per usare un eufemismo.
Si potrebbe, però, parlare tranquillamente di ferocia bestiale, di fronte alla morte di bambini e civili uccisi dalle armi. E, soprattutto, senza conoscere ancora la ragione vera dell’aggressione scriteriata al popolo ucraino, desideroso solo di vivere in pace e in piena libertà.


















