
«Il PNRR è una sfida ambiziosa che possiamo affrontare e vincere – ha detto il senatore Dario Stefàno al ministro dell’Economia Daniele Franco, intervenendo nel corso del convegno da lui promosso a Lecce, al teatro Apollo, questa mattina, sul PNRR e gli Enti locali –. Finalmente l’Europa apre ad una politica fiscale comune. Non è più lo Stato che contribuisce e poi riceve qualcosa di ciò che ha dato con politiche mirate, ma ora è l’Europa che va sul mercato ad acquisire risorse da mettere nella disponibilità comune. L’Italia, per altro, in questa fase, è beneficiaria in modo particolare: prendiamo il 25% del plafond complessivo. La pianificazione europea è una grande opportunità ma è anche un grande impegno, perché se fallisce l’Italia avremo una grande responsabilità».
Questo di Lecce, che si inserisce in una tre giorni di iniziative “Da Sud”, volute dal senatore Dario Stefàno, presidente della Commissione politiche europee, per un’azione di ascolto e sensibilizzazione del territorio sulle opportunità del Piano nazionale di ripresa e resilienza, è un format che il ministro Franco vorrebbe esportare in altre parti d’Italia, poiché i problemi delle amministrazioni degli enti locali sono comuni a tutto il territorio nazionale. All’incontro, condotto dal direttore del “Nuovo Quotidiano di Puglia”, Claudio Scamardella, hanno partecipato, oltre al ministro Franco, Chiara Goretti, coordinatrice segreteria tecnica del PNRR; Carmine Di Nuzzo, dirigente Ragioneria dello Stato e coordinatore PNRR; Ettore Caroppo, vicepresidente dell’Anci Puglia.
«Ci sono diritti universali dei quali lo Stato si deve fare carico, non vale più la scusa che il Mezzogiorno non sia in grado di spendere – ha detto Stefàno –. Il diritto alla mobilità è un diritto universale, lo Stato agisca con qualsiasi potere sostitutivo ma mi dia la possibilità di arrivare a Lecce, così come vado a Milano con l’alta velocità. Questa è una cosa sulla quale non possiamo più trascendere. Bobbiamo approfittare del PNRR, certo, ma, attenzione, non mi metto nel partito dei meridionalisti da salotto che dicono “ci devono dare il 70%”, perché è chiaro che questo non è possibile, perché in una meccanica di spesa che ci porterà, da qui al 2026, a dover investire 235 miliardi è impossibile immaginare che si possano rivolvere tutti i problemi».
«Vorrei, mi piacerebbe, sto lavorando perché il PNRR diventi anche occasione di cambio di approccio metodologico – ha continuato Stefàno –, il Pnrr diventa occasione perché tutte le strutture dello Stato lavorino su un percorso di medio lungo termine. Rfi deve aprire immediatamente l’accordo di programma e metterci dentro l’alta velocità sino a Lecce, perché se no, al prossimo giro, non avremo i progetti e ci diranno, un’altra volta, non abbiamo tempo per poter programmare questo investimento. Mi riferisco ad un diritto di mobilità che abbiamo necessità di assecondare, parlo di un diritto universale che inquadra il tema regionale e che probabilmente, come ha dimostrato la pandemia, ha necessità di una regia più omogenea».
«Sul tema della partecipazione alla spesa – ha aggiunto il senatore –, credo che abbiamo la necessità di dare tutto il supporto possibile ai Comuni e agli Enti di spesa locali perché partecipino concretamente. L’Italia è un paese in cui il tempo medio per la realizzazione di un’opera pubblica da uno a cinque milioni sono cinque anni. Noi ne abbiamo cinque per spendere 235 miliardi, allora occorre un’azione sistemica che investa tutte le strutture, confido nei poteri sostitutivi, perché è del tutto evidente che è inimmaginabile seguire le procedure ordinarie».


















