Una petizione al presidente del Senato Ignazio La Russa sarà inviata domani mattina da Enrico Bove, rappresentante degli studenti del Liceo Classico e Musicale “Giuseppe Palmieri” di Lecce, per chiedere che venga approvata una legge per integrare lezioni di educazione affettiva, sessuale e sentimentale nell’orario scolastico curriculare del ciclo di istruzione di secondo grado. Un’iniziativa concreta dopo l’ennesimo femminicidio di Giulia Cecchettin. Iniziativa sostenuta anche Dante Stefàno, presidente della Consulta provinciale degli studenti salentini.
Queste le loro dichiarazioni.

Alla luce degli eventi delle ultime settimane, domani mattina, ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione, presenterò una petizione parlamentare al Senato della Repubblica per chiedere formalmente che sia inserita nei programmi curricolari l’educazione sessuale, affettiva e sentimentale al fine di educare i giovani cittadini al rispetto reciproco nel rapportarsi con l’altro.
Credo fermamente che non si possa affidare solo alle famiglie l’educazione dei giovani in merito a queste tematiche. L’Italia è una delle pochissime nazioni in Europa, insieme a Cipro, Bulgaria, Polonia, Romania e Lituania, senza dei programmi curricolari in merito. Tre mesi di lezioni extracurricolari, come vorrebbe il Ministro Valditara e il Governo Meloni, non bastano per risolvere questo problema.
Finché in questo Paese non si aprirà un dibattito serio sulla funzione che deve avere lo Stato, e in particolare la scuola, nell’educazione del cittadino per combattere il problema alla radice con delle riforme strutturali, episodi di violenza di genere, purtroppo, continueranno a verificarsi.
In qualità di rappresentante degli studenti, sento la necessità di prendere una posizione pubblica su questo tema, non solo sui social, ma anche con un atto formale sancito dalla Costituzione per chiedere al Senato di adottare provvedimenti legislativi in merito.
Enrico Bove
Rappresentante degli studenti del Liceo Classico e Musicale “Giuseppe Palmieri”

Credo che, in questo momento storico, alla luce dei nuovi e più recenti fatti di cronaca, si sia delineato uno scenario nel quale la scuola, può e deve giocare un ruolo davvero importante nel migliorare l’approccio dei giovani anche alla sfera affettiva e/o sessuale. Senza che questo rappresenti più un tabù.
Perché ciò accada, a mio parere, bisogna programmare e perseguire un innovato e progressivo percorso didattico, in orario curricolare, che però sia diverso e ben adattato anche in relazione al grado di studi e, quindi, all’età degli studenti.
Dico questo perché, molto spesso, è ciò che si apprende in ambiente scolastico che si porta a casa, e non solo il contrario.
Dante Stefàno
Presidente della Consulta provinciale degli studenti leccesi


















