Nel Golfo di Taranto è quasi pronto il primo parco eolico offshore d’Italia, mentre, sul versante adriatico, è in arrivo un parco galleggiante nel Canale d’Otranto.

di Carlo VACCA
Tra qualche settimana sarà pronto, nelle acque di Taranto, il primo parco eolico offshore italiano e del Mediterraneo. Nell’area antistante il molo polisettoriale, è stata infatti completata nei giorni scorsi l’installazione della prima turbina di Beleolico. I tecnici hanno ultimato il posizionamento del primo aerogeneratore G07 e procederanno a montare le altre 9 turbine. Per Renexia, società del gruppo Toto, cui fa capo il progetto «Taranto diviene il centro di partenza dell’energia del futuro, pulita e sostenibile, grazie al vento e al mare». «L’operazione appena conclusa – annuncia Renexia – rappresenta il primo passo del nostro Paese in un articolato percorso di transizione energetica, verso gli sfidanti obiettivi del nuovo Piano nazionale energetico (Pniec) che prevedono per l’Italia 114Gw di energia da fonti rinnovabili al 2030».
Il parco Beleolico avrà dunque 10 turbine per una capacità complessiva di 30 Mw in grado di assicurare una produzione di oltre 58 mila MWh, pari al fabbisogno annuo di 60mila persone residenti a Taranto. In termini ambientali, afferma Renexia, vuol dire che, nell’arco dei 25 anni di vita prevista per l’impianto, ci sarà un risparmio di circa 730mila tonnellate di Co2. Le turbine sono di MingYang Smart Energy, i più grandi produttori cinesi di turbine eoliche, che, con Taranto si sono aggiudicati la loro prima commessa in Europa. L’investimento complessivo è di circa 80 milioni di euro. L’area di mare è di 131mila metri quadrati. Il progetto è nato nel 2008, ha ricevuto l’autorizzazione unica nel 2013, ha attraversato cambi societari prima di approdare a Renexia. A tre chilometri circa dal parco eolico, in prossimità della statale ionica 106, c’è la sottostazione elettrica che attraverso un cavidotto riverserà l’energia «verde» nella rete Terna e da qui verrà irradiata su larga scala.
Mentre il parco di Taranto va verso l’ultimazione, nel Canale d’Otranto attende di partire il parco galleggiante di Odra energia, che fa capo a Falck Renewables, attiva nella realtà industriale ed energetica italiana, e a BlueFloatEnergy, che ha esperienza nella tecnologia dell’eolico marino galleggiante. Presentato al ministero della Transizione ecologica, il progetto attraversa ora una fase di confronto col territorio che ha manifestato dubbi sull’impatto ambientale e visivo dell’insediamento energetico. L’area di mare coinvolta è quella che annovera località importanti turisticamente come Capo d’Otranto, Castro Marina, Tricase e Santa Maria di Leuca.
Odra energia ha già dato un segno di apertura, annunciando, a fine 2021, di voler arretrare le pale dalla costa, posizionandole ad una distanza minima di 12,8 chilometri, il 30% in più rispetto a quanto previsto inizialmente. «L’allontanamento dalla costa – spiega la società – ha richiesto uno sforzo di riprogettazione tecnica e di revisione economica perché impatta sulla realizzazione, sull’esercizio e sulla manutenzione del parco eolico marino galleggiante». Il nuovo parco eolico nel Salento determinerà una produzione annuale di energia stimata in circa 4 terawattora (TWh), pari al consumo di oltre un milione di utenze domestiche. Sarà evitata l’emissione in atmosfera di oltre 2 milioni di tonnellate di anidride carbonica l’anno. L’insediamento si baserà su 90 turbine eoliche galleggianti per una capacità massima installata prevista pari a circa 1,3 GW.


















