Gentile Direttore,

rimetto all’opinione tua e dei lettori un redazionale trovato sul settimanale Voce del Sud del 1961, riguardante un grido d’allarme lanciato contro il continuo scempio del paesaggio salentino e, specialmente, di uno dei suoi tratti più suggestivi dal punto di vista paesaggistico oltre che storico ossia Castro.

Il “grido” metteva in discussione la costruzione di una casa costruita nelle adiacenze della grotta Zinzulusa e puntava il dito accusatorio contro il sindaco di Diso, per competenza territoriale, che aveva permesso l’anzidetta costruzione, senza tenere conto di vincoli purchessia.

Per saperne di più e non lasciare correre, il giornale volle sentire il parere dell’Ente Provinciale per il Turismo il quale rispose che già «ebbe ad avanzare nel 1959 formale istanza alla Soprintendenza di Bari per l’adozione del “vincolo panoramico d’insieme” per il tratto costiero che va da Castro alla Grotta Romanelli».

Pensandoci e ripensandoci collego questo fatto, non so quanto attinente, all’ipotetico insediamento di pale eoliche lungo il tratto costiero appena accennato. E arrivo a questa conclusione che, veramente, è soggettiva: pare a me, ma la Soprintendenza ha mai espresso un parere sull’installazione delle pale eoliche? Come interpretare ciò? Nel corso di oltre 60 anni ha modificato le proprie competenze e quindi non sente il dovere di dire la sua, o che? Non vuole prendere posizione e appoggiare i Comuni che stanno rifiutando questa scelta piovuta dall’alto? I territori coinvolti, com’è noto, sono pregni di testimonianze importanti.

Comunque si giri questa pietanza, stride il silenzio da parte di un ente che acconsente o nega la messa a dimora di un chiodo dove vige uno straccio di vincolo.

Certo è che siamo un Paese pieno di contraddizioni e di assurdità.

Rossella Barletta