Egr. direttore,
questa mattina ho avuto bisogno di mettermi in contatto con un ufficio turistico del comune di Otranto. Ho scritto bene: Otranto non San Dana (nu purtune e na campana!, con tutto il rispetto per il paesello) e ho composto i seguenti numeri telefonici premettendo il prefisso 0836: 871111, 806212, 801436, 3355176350 e, vistami persa oltre che attonita, sono stata costretta a inviare una mail alla segreteria del comune che così mi ha risposto:
Buon giorno a Lei
mi spiace comunicare  che il responsabile che si interessa di turismo è in malattia, se le serve qualcosa può  chiamare  lunedì 24 pv. al n. 0836/871325.
Segreteria Comune di Otranto
Il 19 maggio 2021, dopo avere tentato di parlare con qualcuno e di avere un’informazione di carattere turistico, ricevo una risposta simile! Ma stiamo scherzando? Da un luogo che vive di turismo, che è stato fermo un anno e mezzo per colpa dello stato pandemico, che sta aspettando i turisti a braccia aperte perché rappresentano la linfa vitale, non rimpiazza l’impiegato malato (è un suo diritto beninteso) e rinvia le questioni di competenza al 24 maggio p.v. Sogno o son desta?
Scrivo perché non riesco a trovare le parole giuste per definire l’accaduto. La prima  che mi viene in mente è: assurdo. Semplicemente assurdo. E lo scrivo con un senso di scoramento (oltre che di vergogna per il caso in sé) e di disillusione. Per te che immagini un grande Salento – occupato, quindi, da grandi uomini -, per me che continuo a scrivere di questa terra con passione e enfasi, nonostante tutto. E per chi, come me e te, dimostrano impegno civile, politico, economico, personale e combattono contro i mulini a vento! Che svolgono un compito, talvolta difficile in mezzo agli appelli inascoltati, non un colpevole disimpegno. Mi verrebbe da dire: mandiamo al diavolo tutto e godiamoci la pensione. Questa terra è stata e sarà sempre amara e avara. E poi? Faremmo il gioco degli indifferenti.
Ti saluto con tutta la delusione che mi pervade. Ricordati di trovare la parola giusta per  definire questa incresciosa vicissitudine.
Rossella Barletta

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Purtroppo è una carenza che si registra anche in altri Comuni salentini. Ma condivido che, soprattutto in quelli altamente turistici, dovrebbe essere garantito un servizio adeguato. (L.d.M.)