Gentile direttore,
senti un po’ cosa mi è capitato. D’istinto ho pensato a te che ti dai da fare a parlare di Grande Salento e fondi il tuo argomentare sullo spirito dell’unione del relativo territorio, non soltanto in senso amministrativo, ma come idea di coordinamento di intenti, che potrebbe avere benefici a medio e lungo termine. E ti aggiungo che, se si concretizzerà questo sogno, si sarà compiuta un’impresa coraggiosa: vorrà dire che le persone (e non i robot) in carne ed ossa come te e me hanno agito con volontà e determinazione, sfidando le tenebre!
Oggi, 1° luglio 2024, inizio ufficiale delle vacanze, ho telefonato al centralino del comune di Novoli (0832 711371) per avere notizie ed entrare in contatto con l’ufficio informazioni turistiche, avere il numero di telefono, sapere il referente eccetera eccetera, vista la pubblicità che tanto ha occupato le cronache dei giornali locali in questi giorni. Dopo la solita trafila tipo: chiami 1 per…; chiami 2 per…; chiami…fino al 9 ( e che è, neanche la Casa Bianca) e avere digitato il numero che, secondo me, era proprio quello, per esasperazione ho composto il 9, corrispondente alla Polizia Municipale che non sapeva nulla dell’Info point turistico né, mi è stato detto, è tenuto a sapere (!?!?). Ho digitato la cifra corrispondente all’Ufficio protocollo; ha risposto una gentilissima signora, che, alle mie semplici domande, non ha saputo rispondere e, gira che ti rigira, non ha saputo dirmi come entrare in contatto con l’anzidetto Info, ma ha concluso invitandomi ad inoltrare una lettera all’anzidetto Protocollo, dove spiego il motivo della richiesta; l’avrebbe inoltrata al sindaco, l’unico competente a rispondere in merito. Oddio!!!! Ma l’Info point turistico esiste o la notizia dei giornali me la sono inventata? Ho posto l’ipotesi di essere una turista desiderosa di entrare in contatto con l’Info point turistico. Niente. Il tramite è sempre il sindaco.
Signori, ma stiamo scherzando o stiamo giocando o ci stiamo beffando degli altri pur di cadere nel ridicolo?
Un ufficio pubblico che, mi pare di capire, non esiste e, tuttavia, è stato pubblicizzato come operativo per la collettività, per il quale sono stati erogati 35mila euro.
Chi ha detto che, fatta l’Italia, si dovevano fare gli italiani? Massimo d’Azeglio no? Ma eravamo nel 1800. E siamo ancora in queste condizioni?
Sono allibita.
Gradirei una risposta per placare l’indignazione sorta nel constatare, con tanta amarezza, che siamo ancora indietro sul cammino del progresso.
Rossella Barletta

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Che dire? Desolante! Oltre ai servizi, manca la cultura dell’efficienza nelle pubbliche istituzioni del Sud come conferma la sua esperienza. (L.d.M.)