Fernando DURANTE

Martano aderisce alla proposta del giornale “Avvenire” di candidare i bambini di Gaza a Nobel per la Pace. L’amministrazione comunale, ritorna in questo modo a sollecitare la popolazione «perché temiamo che su una delle tragedie più immani di questa contemporaneità possa scendere il silenzio», ha detto il consigliere, Marco Termo, motivando la presenza del punto all’ordine del giorno. La gente andrebbe sempre più abituandosi ad assistere, lamentando lo scarso interesse che si riscontrerebbe nella popolazione, anno dopo anno.

Intanto, secondo Termo, si continuerebbe ad assistere ad una tragedia tremenda dell’umanità, «20mila bambini palestinesi mancano all’appello dall’ottobre del 2025, dal cessate il fuoco che, non c’è mai stato». Continua elencando i crimini di cui sono destinatari i palestinesi. «Quando manca il sistema sanitario, scolastico, manca l’acqua, manca il cibo, siamo di fronte a dei crimini orrendi contro l’umanità», continua il consigliere. Perciò, «accogliamo l’appello di “Avvenire”, di candidare i bambini di Gaza al Premio Nobel della pace». La tragedia dei bambini di Gaza, secondo il consigliere, farebbe il pari con quella dei bambini di Hiroshima (Giappone) uccisi dall’effetto della bomba atomica. Perciò, bisogna mettere un freno a questa ecatombe. Ma, conclude il suo intervento Termo, «Martano non rinuncia al sogno del disarmo ed a quello della Pace».

Ha preso la parola, poi, il sindaco, Fabio Tarantino, che racconta di aver avviato un percorso di avvicinamento con il responsabile di un campo profughi palestinese «che avremo modo di approfondire». Rammenta una dichiarazione di Alessandro Di Battista (a cui ha espresso la solidarietà per il momento che sta vivendo a causa del suo stato di salute, a Cuba), già dirigente del Movimento 5Stelle, in cui riprendeva i diritti internazionali dei popoli ad avere uno stato, il diritto dei bambini ad avere una scuola, il diritto di avere una difesa, di muoversi al suo interno, che sono «clamorosamente negati ai palestinesi». Perciò, sollecita il sindaco citando don Tonino Bello, «tocca a noi creare dei ponti di pace». Perché chi «si gira dall’altra parte è complice di quel genocidio che si sta consumando in Palestina».