Gentile direttore,
ho aspettato qualche giorno per leggere qualche commento sulla notizia riguardante la capacità dell’ex sindaco Salvemini di avere salvato il ventilato dissesto finanziario del Comune di Lecce, tesaurizzando 49 milioni di euro! Accipicchia e perbacco avrebbe detto Totò. Una cifra ragguardevole, inimmaginabile!
Di là dai complimenti veramente encomiabili, mi chiedo – da semplice cittadina che ha sempre fotografato e didascalizzato le criticità che ho incontrato durante le passeggiate inviandole a chi di competenza -, dove le risorse comunali non sono state spese. E sì perché (abito nel rione S. Pio) mi sono sempre riferita e mi riferisco al Parco Corvaglia che sta morendo, nonostante sia stato ripristinato da pochi mesi, in quanto abbandonato per pulizia e innaffiamento; al Parco Urbano di Belloluogo in continuo, lento degrado (un po’ di acqua ai prati secchi e alle piante!) per quanto riguarda gli alberi e l’intero contesto (muretti da ripristinare) e guardiania per scagionare la piazza di spaccio esistente; le aiuole da pulire; gli alberi che mancano, le aiuole incolte di via; i lavori di diserbamento dei marciapiedi. Eccetera eccetera.
Il limitrofo comprensorio delle Case Magno è periferia netta. Un altro mondo. Un abbandono di immagine che fa piangere il cuore (almeno il mio) che ho visto crescere (idealmente): un rione sorto con altri sentimenti e propositi, più politici-sociali che altro. E oggi? Tutto all’insegna dell’improvvisazione, del disfattismo, dell’abbandono, del domani che è sempre più lontano. E, quindi, irraggiungibile.
Che tristi orizzonti pur dopo tanto crederci! Che società. Che miseria. Che disillusione! Che delusione. Eppure Lecce non ha la capienza anagrafica di Roma, Milano, Venezia o di altre grandi città difficili da gestire. Volendo è possibile amministrarla. Anteponendo interessi personali e attuando politiche di sana civiltà.
Rossella Barletta
——————-
Trovo encomiabile il lavoro di risanamento dei bilanci comunali da parte dei loro amministratori e deplorevole l’allentamento della tensione per il controllo della spesa pubblica, che alla fine significa caricare di debiti i cittadini. Detto questo, condivido l’auspicio di una maggiore cura del verde e del decoro urbano. (L.d.M.)


















