L'assembramento davanti alla sede de "La Puglia in più" di Dario Stefàno

di Lino DE MATTEIS

Imprenditore di professione, politico per passione. Dario Stefàno, 60 anni, otrantino, leccese acquisito, non ce l’ha fatta a stare lontano dall’impegno politico, dopo che il 14 agosto scorso aveva lasciato il Pd, di cui era senatore, per contrasto con la linea politica del segretario Enrico Letta sulla gestione del partito in Puglia, eccessivamente succube al governatore Michele Emiliano. In una città priva di opposizione come Lecce, con il sindaco Carlo Salvemini già autocandidatosi per il terzo mandato, Stefàno batte un colpo e apre una nuova sede del suo movimento “La Puglia in più”, in pieno centro, all’inizio di via Imperatore Adriano, offrendola ai leccesi come “punto d’ascolto” del malcontento che serpeggia tra i cittadini, perché «la città non è come la raccontano», dice.

Dario Stefàno saluta i giovani presenti davanti alla sede de “La Puglia in più”

In un tempo in cui chiudono le sedi dei partiti e gli elettori si allontanano dalla politica, l’iniziativa di Dario Stefàno vuole ridare spazio e stimolare la partecipazione dei leccesi. Lo fa in perfetta continuità con la sua storia politica, avendo da sempre navigato da indipendente tra e nelle formazioni politiche del centrosinistra, dalla Margherita al Pd e alle civiche di sinistra, come “La Puglia per Vendola”. Uno spirito libero e autonomo, che rimette al servizio del centrosinistra il suo impegno politico, riprendendo a fare politica sul territorio, nella città dove abita, «affinché la politica cittadina non continui ad essere decisa in altri luoghi che non siano Lecce, oppure nel perimetro ristretto di segreterie e fra vertici istituzionali».

L’orizzonte delle amministrative del prossimo anno non è un contesto occasionale. Stefàno è stato tra gli sponsor della candidatura del sindaco Salvemini nel centrosinistra, ma dopo sette anni di governo a Palazzo Carafa ritiene che ora «questa città ha la necessità di disegnare il suo futuro in maniera un po’ più allargata, provando a dar voce a pezzi di classe dirigente ormai esclusi, a settori imprenditoriali e della società civile, perché il malcontento tra i cittadini è percepibile». Qualcosa non va, insomma, tra la città reale e la città narrata: «C’è uno scollamento – spiega – tra molti spot che raccontano una città ideale e l’esperienza dei cittadini che la vivono quotidianamente, uno scollamento tra mondo produttivo, motore economico di Lecce, e chi vive la città».

Un disagio che non trova sbocchi e canalizzazioni. Una critica non poi tanto velata alle decisioni che si prendono nei salotti, nelle segreterie o nei vertici istituzionali, senza coinvolgimento dei leccesi. «Non c’è una sede di partito aperta a Lecce – sottolinea Stefàno – un cittadino che vuole dire la propria non sa come fare. Per questo noi proviamo a dare un contributo in tale direzione aprendo questo punto d’ascolto e di confronto con la cittadinanza. Dare un luogo e uno spazio affinché chi lo desidera possa contribuire alla discussione sul futuro della città, dando il suo apporto di idee». Un’esigenza sentita a quanto pare e che ha trovato subito riscontro stando almeno alla nutrita partecipazione ieri sera all’inaugurazione della sede del suo movimento “La Puglia in più”.

L’iniziativa di Stefàno scuote il torpore di una città che sembra rassegnata e senza alternativa. Con un’opposizione di destra inesistente, tocca ad un esponente del centrosinistra stimolare il dibattito politico, senza apparenti retropensieri. A chi gli chiede se pensa ad una sua candidatura a Palazzo Carafa nel 2024, Stefàno risponde che «ora non è ancora tempo di discutere di nuove candidature ma di provare a riavvicinare alla politica chi in questi anni si è allontanato». Poco più di un anno alle prossime amministrative non è un tempo lungo per la politica e l’iniziativa di Stefàno sembra dare un’accelerazione e un messaggio chiaro: nonostante l’autoricandidatura di Salvemimi per il terzo mandato, non c’è ancora nulla di definito nel centrosinistra, compresa la stessa coalizione. Salvemini e il centrosinistra cittadino, insomma, sono avvisati.

Lino DE MATTEIS
Direttore ilGrandeSalento.it