Il 27 settembre scorso è comparsa sul sito ufficiale del Comune di Lecce la notizia di un’ordinanza dirigenziale del settore Ambiente con cui si disponeva, per i possessori o detentori a qualsiasi titolo di cani, l’obbligo di pulire immediatamente, mediante versamento di acqua, le superfici interessate da urine e deiezioni liquide prodotte dai propri animali. La notizia, pubblicata da alcune testate online, tra cui questa, è scomparsa incomprensibilmente dal sito del Comune dopo qualche ora e senza alcuna giustificazione ufficiale. È probabile che ci sia stato qualche disguido, che possa essere stata pubblicata per sbaglio o prima che l’iter della firma del dirigente addetto fosse stata posta. Sta di fatto che di essa si sono perse le tracce e che, non essendo stata fornita alcuna spiegazione ufficiale, la cittadinanza si trova ora nell’imbarazzo di sapere se quella ordinanza esista effettivamente o no, se sia diventata efficace e se vadano rispettate le sue disposizioni, che prevedevano, per altro, anche consistenti sanzioni amministrative, da 200 a 500 euro.

C’è comunque da dire che la pubblicazione sui giornali online della notizia e la sua condivisione sui gruppi social ha destato particolare interesse tra gli internettiani e ha suscitato un interessante dibattito, dando luogo ad un vero e proprio involontario sondaggio sulla disposizione comunale, di cui, forse, l’amministrazione comunale farebbe bene a tenerne conto. La prima cosa, infatti, che è risaltata sono state le migliaia di like complessivamente posti sui vari gruppi, che, in sostanza, indicavano un’unanime prevalenza di favorevoli all’ordinanza tra coloro che preferiscono esprimere la propria opinione servendosi solo dell’emoticon che caratterizza il “mi piace”, la manina col pugno chiuso e pollice in su.

Molte di meno, solo alcune centinaia, le persone che hanno voluto esprimere il proprio parere inserendolo per iscritto tra i commenti al post. L’argomento ha provocato un interessante e a tratti vivace dibattito. Ma, nonostante la inevitabile vis polemica che il tema sollecitava, in realtà quasi nessuno si è espresso in modo direttamente contrario al provvedimento. C’è stato chi, pochi per la verità, hanno scritto apertamente di essere favorevoli, mentre molti, la maggior parte, probabilmente possessori di cani, hanno anteposto la priorità di intervenire prima sulla cattiva educazione degli umani che fanno i loro bisogni per strada. A parte qualche vivace espressione o ironica battuta, quasi nessuno insomma, dimostrando grande senso di civiltà, si è dichiarato contrario a pulire urine e deiezioni dei propri animali, ma in molti hanno alzato la voce affinché l’amministrazione comunale si adoperasse a tenere pulita nel suo complesso la città, ripulendola dai rifiuti e punendo la maleducazione degli umani.

Il vero problema che è emerso dal dibattito, in definitiva, non è stato tanto quello della disposizione in sé sui cani, ma è stato proprio la mancanza di controlli e repressione di chi non rispetta le regole e le norme della civile convivenza, animali o essere umani che siano.