Come molti concittadini, il 2 giugno sono andata a Torre Chianca, alla solita spiaggia libera, situata a lato dello stabilimento Maluha Bay, con alle spalle la piazzetta Paradiso. Già la situazione del parcheggio e delle aiuole dimostrava abbandono e segni di inciviltà.
Sulla spiaggia, invasa da un considerevole spessore di alghe, riduceva notevolmente lo spazio di sosta al mare e, a coloro che preferiscono una spiaggia libera, vietava di mettere il proprio ombrellone, una sedia-sdraio o un telo di mare. Così che i bagnanti, si appiccicano l’uno all’altro per occupare i piccolissimi spazi di sabbia disponibile; chi desidera raggiungere il mare decente, poi, è costretto a fare ripetutamente lo slalom.
Di là da queste legittime osservazioni, apparentemente ovvie e banali, partendo dallo stato (pessimo) della realtà, è mortificante trovarsi dinanzi a uno scenario che sa di disinteresse, di abbandono, di incuria, di sciatteria. E mi fermo qui.
Più che deplorevole e vergognoso, disgusta constatare quanto sia compromesso l’eco-sistema del luogo che non fa nulla per cercare di riscattarsi in termini di salvaguardia dell’habitat (ho fotografato il rarissimo vilucchio di mare) e puntare di valorizzare sul fascino dell’insieme, ma che grida al degrado perché, di questo lembo di natura di cui possono beneficiare in molti, agli enti preposti, non interessa più di tanto.
Non c’è interesse a investire nella natura. Nonostante arrivino “bombe” d’ossigeno! E gli enti preposti per legge, di cosa devono interessarsi? Quale nume tutelare invocare visto che quelli che stanno in terra sono completamente sordi e disinteressati?
Se il terreno pubblico si presenta abbandonato – ci sono sanzioni nei confronti degli enti che disattendono i propri compiti? – Si applichino normative per invogliare i reticenti e gli inadempienti ai propri compiti a essere ligi ai propri doveri.
Intanto il degrado sulle spiagge private leccesi è incredibilmente paradossale se si pensa che già a maggio sono aperti i lidi. E i rappresentanti del Comune di Lecce o lo stesso Sindaco e gli Assessori al ramo e al non ramo, se la fanno mai una passeggiata nei luoghi sopracitati per rendersi conto dello stato delle cose? Bohhhhhhhh!!!!!!!!!!! A me pare proprio di noooooooooo!
Paradossalmente mi capita di leggere di richiami a sfondo turistico che decantano la sabbia chiara e soffice e bla bla bla. Ma dov’è questa immagine paradisiaca? Forse sui libri di barzellette!!
Nella marina di Torre Chianca (di Lecce) la divulgazione è assolutamente mendace!!!
Chi arriva (tra l’altro, senza trovarvi una targa segnaletica!!! E, quindi, si provveda a posizionarla!) viene accolto da aiuole incolte, assenza di targa segnaletica e di fontana e una rovina di un locale pubblico di ristorazione. Ecco come l’assenza della targa odonomastica indica il disinteresse dell’ente comunale preposto a cui andrebbe una sonora sanzione per inadempienza dei propri compiti!
Poi il piccolo parco più avanti alla strada, con la provvidenziale fontana pubblica, rimedia il tiro. Ma non si ignora lo stato di degrado generale di questo tratto di strada. Che deficienza di interesse!
Ma signori funzionari politico-pubblici perché non vi fate una passeggiata, come è doveroso che facciate, per vedere coi propri occhi lo stato (di colpevole abbandono) delle cose?
Fate questo sacrificio (che poi è nelle vostre competenze), lasciate le poltrone e, se sono telecomandate, indirizzatele nelle zone sopradescritte così potete consapevolmente vedere coi propri occhi lo sfacelo. Insopportabile. Inaccettabile.
Ah!, dimenticavo: promuovete una campagna di educazione civica tipo: non gettare le cicche, non lasciare residui del proprio, passaggio. Non dico: lascia come hai trovato perché…meglio lasciare perdere!!! E non sarebbe male sostituire gli incitamenti a ballare e a sculettare invitare i bagnanti a non lasciare i mozziconi di sigaretta nascosti nella sabbia.
Un’idea del genere può essere sostenuta dall’Assessorato comunale al Turismo? Oltre ad altri?
Rossella Barletta


















