di Liljana QAFA
Il cameriere di nome Nick, era colui che aveva incontrato la prima volta con una sua amica, in una sera, in piena pandemia e nell’unico locale dove si poteva mangiare fuori senza le restrizioni imposte in quel periodo.
«Buonasera!», le disse.
La riconobbe.
Lo salutò anche lei.
«Cosa mi proponi?», gli chiese anche se era convinta della puccia che aveva mangiato la prima volta.
Lui: «Abbiamo nuovi piatti freddi, di mare e di terra e la puccia è a parte».
Lo ha visto dritto negli occhi il bel viso del giovanotto sempre gentile e convincente nei modi di fare, ma lei era decisa e disse il nome della puccia: “Martina Franca”.
Aggiunse: «Mi porti anche la birra artigianale, quella che mi ha sempre proposto lei».
Il cameriere sorridendo le rispose:
«Non ce l’abbiamo più, ora abbiamo la spina».
Rimase un po’ delusa pensando che forse non conveniva più ai gestori del locale di prendere la birra artigianale in bottiglia. Si vivono tempi difficili dopo la pandemia, si può comprendere tutto.
La puccia era squisita, come sempre. La birra era diversa, leggera per i suoi gusti. Ovviamente la bevve lo stesso, ma pensando che fosse quella che piaceva a lei.
Ad un certo punto i proprietari del locale, che erano seduti in un tavolo nell’angolo di fronte le chiesero: «Tutto bene?».
Rispose:
«Si tutto bene, grazie. Nick mi ha proposto i nuovi piatti, ma io vi conosco per la puccia speciale ed è difficile cambiare».
Si misero a ridere.
Prese un’altra birra, piccola questa volta, giusto per accompagnarla e rimase per un po’ di tempo seduta a godere la sua serata diversa del solito.

Tornando a casa, verso tardi, la “via del corso”, come viene chiamata dalla gente del posto, era piena di turisti. Si fermò presso uno dei tanti artisti di strada. Chi suonava, chi dipingeva, chi faceva notare i suoi lavori artigianali, ma lei fu colpita da un caricaturista.
Si fermò. Due ragazze giovani, due sorelle avevano in mano il quadro già terminato.
Vide le ragazze e dopo la caricatura. Rimase stupita, aveva colto in pieno il giovane artista il carattere delle sorelle.
Nel frattempo era seduta la loro madre. L’artista era talmente concentrato che non sentiva la gente intorno che mormorava: «che bravo, che manualità…», indisturbato continuava a dipingere.
A fianco lei vide il marito della signora seduta, ferma in posa, che sorrideva alla moglie mentre guardava anche lui l’artista che continuava a toccare gli ultimi dettagli della caricatura.
Lei gli chiese se potesse fare una foto senza ovviamente inquadrare la moglie dal vivo.
Tutta contenta fece la foto della caricatura.
L’ultimo ritratto è toccato proprio a lui, al padre della famiglia e il quadro era completo.
Lei fece un’altra foto mentre l’artista iniziò a dipingere il volto dell’uomo sullo stesso foglio, a fianco a quella della moglie appena terminato e, dopo, se ne andò portando con sé le piccole gioie della vita.


















