di Adelmo GAETANI
E’ morto Beppe Lopez, primo direttore di “Quotidiano”. Toccò a lui firmare il giornale, che cambiò la storia dell’informazione nel Salento e in Puglia, il 6 giugno 1979.
Avrebbe compito 76 anni il prossimo 28 febbraio. Nato a Bari, città alla quale era rimasto legato umanamente e culturalmente, ha trascorso gli ultimi periodi della sua vita a Montelibretti, piccolo comune alle porte di Roma, con la compagna Maria José Esposito, originaria di Copertino, e il figlio Gianluigi di 9 anni, ma già con due grandi passioni, l’equitazione e la musica, la cui nascita aveva alleviato il dolore per la prematura scomparsa nel 2000 di Luigino “Cico”, il figlio 22enne, colpito da una meningite fulminante.
Giornalista e direttore di diverse testate, ma anche saggista e scrittore, Beppe Lopez era uno spirito inquieto, libero; un carattere forte a tratti spigoloso, di quelli apprezzati da Sandro Pertini; un lavoratore instancabile perché gli piaceva misurarsi in ogni campo dell’informazione. Infatti, così amava definirsi: “Non sono specialista di nessuna materia. Sono un giornalista, un direttore, un mettre-en-page di tutto: di politica, sport, economia, cultura…”.
E’ difficile riassumere l’attività professionale di Beppe Lopez, iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio dal 1976. Lo stesso anno in cui cominciò la sua avventura nel grande giornalismo con “la Repubblica”, il nuovo quotidiano appena fondato e diretto da Eugenio Scalfari che lo volle come cronista di politica interna. Beppe, nonostante la sua giovane età, riuscì a farsi spazio e a mettersi in mostra in una Redazione popolata da mostri sacri del giornalismo italiano (Gianpaolo Pansa, Giorgio Bocca, Sandro Viola, Gianni Brera, per citarne alcuni) tant’è che tre anni dopo fu chiamato da Claudio Signorile alla direzione di “Quotidiano”, una nuova sfida editoriale nel Sud Italia fatta di buone speranze e di prevedibili incognite.
Il ritorno nella sua Puglia e il coraggio innato, spinsero Beppe a tentare l’impresa di contribuire alla nascita di un nuovo giornale, potendo anche contare sul lungo lavoro preparatorio di Antonio Maglio che da direttore del settimanale “La Tribuna del Salento” aveva ben chiara l’esigenza di innovare l’offerta informativa nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto dal punto di vista grafico e nei contenuti politici e sociali.
Beppe Lopez fu una guida autorevole e senza timori reverenziali nei confronti di posizioni monopoliste e dei “vecchi” padronati del vapore che, senza avvedersi dei cambiamenti, continuavano a stendere una cappa di piombo su una società già in fermento e che da tempo cercava di rompere il silenzio e di far sentire la sua voce carica di rabbia, ma incline alla speranza. Il giornale che nasceva veicolò soprattutto un messaggio di rottura rispetto allo stato di cose presenti e al contempo aprì il sipario su una storia nuova dell’informazione (“L’altra faccia dell’informazione in Puglia”, fu lo slogan che ruppe il conformismo), seppur tutta da costruire.
Così “Quotidiano”, come lo vollero e lo realizzarono Beppe Lopez, una Redazione giovane e agguerrita e tanti che vi lavorarono, si presentò come un giornale fortemente legato al territorio e alle sue esigenze, aperto alle nuove istanze socio-culturali, con le sue idee, ma sempre disposto al dialogo e pronto ad offrire spazio alle opinioni delle minoranze. L’editoriale con cui Lopez presentò il nuovo giornale fu la sintesi del progetto pensato e attuato, a partire dal titolo: “Un giornale locale e popolare”.
E questa traccia ha in qualche modo orientato “Quotidiano” nei suoi primi 44 anni di presenza prima nel Grande Salento e ora anche a Bari.
La direzione di Beppe Lopez ebbe termine nel dicembre 1981, a due anni e mezzo dall’insediamento, quando “Quotidiano” era cresciuto e diventato una realtà riconosciuta e apprezzata nel panorama editoriale locale, regionale e nazionale. Per il primo direttore si era conclusa un’esperienza di successo, così poteva orgogliosamente lavorare alle prossime sfide di giornalista, di saggista e di scrittore che sarebbero state tante e tutte prodighe di soddisfazioni professionali.
Lasciato il Salento, Beppe Lopez diventa inviato ed editorialista del quotidiano “Il Globo” e, forte dell’esperienza già maturata svolge un’attività di consulenza e progettazione editoriale partecipando alla nascita di due nuovi quotidiani in Calabria e in Campania.
Dal 1989 al 1997 dirige la Quotidiani Associati, agenzia di servizi giornalistici. Nel 1998 fonda e dirige “La Nuova Basilicata”, il primo quotidiano lucano.
In questo periodo sono numerosi le inchieste e i commenti pubblicati sulle più importanti testate italiane, mentre fonda e dirige riviste specializzate. Si occupa anche di televisione, di editoria libraria, di uffici stampa di istituzioni ed enti pubblici, di politica culturale e del tempo libero e di musica popolare.
Ma scrivere solo articoli per giornali e riviste non gli basta più, vuole andare oltre e misurasi con una scrittura diversa e più profonda. Nel 2000 pubblica con Mondadori il suo primo romanzo, “Capatosta” divenuto un caso letterario. Nel 2008 con Marsilio arriva nelle librerie “La scordanza”, poi “La Bestia” (Manni) e “Matteo Salvatore. L’ultimo cantastorie” (Aliberti). Pubblica anche saggi sul giornalismo e racconti storici, ottenendo uno straordinario successo editoriale in particolare con “La casta dei giornali” (Stampa alternativa-Eri) e poi con “Giornali e democrazia” (Glocal Editrice).
Negli ultimi anni è impegnato ad animare il suo sito “Informazione e democrazia” e cura un blog sul “Fatto Quotidiano”. Si occupa a lungo di analisi del mercato e di progettazione editoriale, partecipando attivamente al dibattito sull’informazione, un fronte sempre più caldo da quando algoritmi, social e intelligenza artificiale hanno intersecato il lavoro giornalistico provocando instabilità e conseguenze profonde su una professione considerata un presidio essenziale di ogni società democratica.
Beppe Lopez ha scavato in profondità nel corso di mezzo secolo, dentro e fuori il mondo dell’informazione che era molto per lui ma non tutto. Con il suo stile tagliente ha cercato di mettere in guardia i giornalisti, ma anche il fruitore delle notizie, costante orizzonte di un lavoro che nel bilancio della sua vita si presenta aggrovigliato come una matassa, dalla quale, però, spuntano i fili nitidi attraverso i quali si dipanano i pensieri di un’esistenza che ha avuto come costante riferimento la terra che gli ha dato i natali, gli umili e i deboli in cerca di riscatto, la lotta di sempre per non essere vittime di sopraffazioni.
Sono i pensieri che hanno animato sia la frenetica attività giornalistica che quella di scrittore, dove, forse, si è maggiormente annidata la sensibilità culturale di Beppe Lopez, barese del popolare Quartiere Libertà, luogo naturale dei suoi romanzi più ispirati e amati, da lui e dai suoi lettori.
Buon viaggio, Beppe.


















