Salvatore Morelli

L’8 marzo 1880, per l’ennesima volta, il salentino, giurista e scrittore Salvatore Morelli, nato nel 1824 a Carovigno e vissuto a Lecce per vari anni, presentò alla Camera dei Deputati una proposta di legge riguardante il divorzio.

Fu definito un romantico sognatore, un “rivoluzionario” e, come era facile immaginare, quella proposta non fu approvata.

Occorrerà attendere quasi un secolo (la Legge Fortuna-Baslini, che introdusse in Italia il divorzio, entrò in vigore il primo dicembre 1970) perché la Storia possa dargli ragione.

Tuttavia, vale la pena rileggere, in quella tornata dell’8 marzo 1880, le sue parole rivolte alla Camera dei deputati, che purtroppo tante derisioni e mortificazioni gli procurarono:

«Egregi Onorevoli, (…) tutti gli Stati del mondo, signori, hanno il divorzio, non esclusi la Polonia e il Belgio cattolicissimi. Le nazioni che soltanto ne mancano sono l’Italia, la Francia e le popolazioni iberiche costituenti la razza latina. Or si domanda: se le altre nazioni che hanno introdotto nella legislazione il divorzio danno l’evidente prova di un comparativo miglioramento nei costumi e nell’ordine morale della famiglia, perché, dopo tanta esperienza, la latina deve ancora rimanerne senza, esponendo le famiglie male ordinate ad innumeri drammi che le dissolvono, o ne vituperano l’esistenza?
( …) qual ragione può impedire uno Stato libero di adottare questo provvedimento reclamato dall’ordine pubblico, per evitare gli innumeri delitti e le corruzioni di cui sono semenzaio l’indissolubilità del matrimonio e la separazione personale?
( …) Io quindi vi prego di accettare il presente schema di legge in conseguenza di questo e di moltissimi altri argomenti che avrò l’onore di esporvi:
Art. 1
Il divorzio è ammesso:
1. Nel caso di condanna di uno dei coniugi ai lavori forzati a vita;
2. Nel caso di separazione personale completa dopo sei anni, quando vi sono figli, e dopo tre anni quando non ve ne sono.
Art. 2.
Il procedimento pel divorzio sarà identico a quello stabilito dalla legge per la separazione personale.
Art. 3.
La sentenza, che dichiarerà sciolto il matrimonio, provvederà anche ai mezzi per l’allevamento e l’educazione dei figliuoli, i quali verranno affidati di preferenza alla madre, se altre gravi ragioni non consiglino il contrario .
Art. 4.
I figli nati durante la separazione personale da altre unioni dei coniugi divorziati, acquistano la legittimità col susseguente atto di matrimonio.
Art. 5.
Le disposizioni del Codice penale concernenti lo adulterio rimangono abrogate».

Nell’illustrare quel disegno di legge, il Morelli aggiunse:

«Signori, il divorzio è divenuto una necessità, un’urgenza d’ordine pubblico, un’urgenza di moralità reclamata dal bisogno della pace sociale.
( ….) Io son sicuro che quanti sono nel nostro paese i giureconsulti più chiari, come Mancini, Pessina, il nostro ministro Villa ed altri moltissimi, e quanti sono i pensatori come l’insigne professore Ellero in Italia , tutti ritengano il divorzio maturo a divenir legge dello Stato».

Salvatore Morelli, che tanto aveva lottato per tutelare i diritti delle donne, morì a Pozzuoli, pochi mesi dopo, il 22 ottobre 1880, in difficili condizioni economiche e nell’incomprensione dei più.

Aveva solo 56 anni ed ai posteri offrirà la sua opera più importante, stampata nel 1861, “Le donne e la scienza considerate come soli mezzi destinati a risolvere l’avvenire”.

Con grande fermezza aveva scritto:

«Il primato (o supremazia) che l’uomo esercita sulla donna, si configura perciò come una palese usurpazione del diritto per mezzo della forza, come un grossolano controsenso in aperta antitesi con la logica. Iddio costituì i due sessi nell’identità duale della medesima natura, rendendoli simili in quello che determina la personalità umana, che è unico e medesimo».

Parole intense su cui ancora vale la pena riflettere. Il Morelli, incompreso dai suoi contemporanei, fu grandemente elogiato da Giuseppe Mazzini e da Victor Hugo il quale, il 17 agosto 1867, affermò: «Voi avete un nobile pensiero… ed io mi associo di tutto cuore ai vostri sforzi…. il diritto dell’uomo implica il diritto della donna».

Giorgio MANTOVANO
Ideatore di www.iusimpresa.com - Osservatorio Bibliografico del Diritto dell’Economia in Europa. Dottore commercialista, appassionato di Storia Patria.