Pisside spartana di stile geometrico del 750-690 a.C. ritrovata nel santuario di Amicle a 5 Km da Sparta

L’origine del fenomeno del tarantismo e i legami con il mondo greco nel libro di Pierpaolo De Giorgi che sarà presentato a Lecce, sabato 6 settembre 2025, alle 18:00, presso la “Casa Museo Spada – Strumenti Musicali Antichi”, in via Sindaco Lupinacci, 11. Il volume “La Grande Armonia: la terapia musicale in Magna Grecia e il tarantismo” (Argo, 2023), opera del filosofo ed etnomusicologo salentino Pierpaolo De Giorgi, con un’introduzione dell’esperto di musica e strumenti antichi Francesco Spada, è un libro ricco di dati, immagini e riflessioni, che raccoglie gli ultimi risultati delle indagini comparative che l’autore compie, da molti anni, sulla stringente relazione tra i riti magnogreci e la musica e la danza terapeutica dei “morsicati” dalla mitica taranta. Spada dialogherà con l’autore delle ragioni musicali profonde che hanno portato alla costruzione della Grande Armonia.

Pierpaolo De Giorgi

L’autrice dell’introduzione, la filosofa Arianna Fermani, sostiene che «la rinascita inscenata da tarantate e tarantati è anche una rinascita femminile realizzata dal dio dell’enthusiasmós per eccellenza, dal liberatore Dioniso, ovvero da colui che, tradizionalmente, scioglie i vincoli». In effetti, aggiunge la Fermani rimarcando quanto scrive De Giorgi, «respinte dal potere maschile patriarcale e confinate troppo spesso nel gineceo, le donne tramite la gestione della festa dionisiaca trovano una piena reintegra­zione nella società ideale dell’altrove divino. Anche il tarantismo, ana­lizzato senza pregiudizi ideologici, si manifesta per quello che è, una tradizione terapeutica interamente o quasi gestita dalle donne, più o meno come il dionisismo».

Il grande veicolo della guarigione e di tutto ciò che la circonda è l’arte della musica e della danza. Secondo il filosofo toscano Gaspare Polizzi, siamo in presenza di «un libro di grande e multiforme sapienza»: l’intreccio fra tradizione filosofica, religiosa e musicale della Grecia classica e della Magna Grecia e tradizioni musicali moderne dell’Italia “greca”, soprattutto meridionale, rende il libro «un unicum nella sua ricchezza e nella forza della sua tesi principale».

Nessun luogo potrebbe essere più adatto della Casa Museo Spada per parlare di questa analisi accurata dei comportamenti rituali e dei simboli del tarantismo. Tramite essa, secondo l’autore, possiamo comprendere che è un’eredità pienamente magnogreca la tradizione mitica della taranta, ossia dell’animale immaginario che col suo morso, dapprima, determina nelle tarantate e nei tarantati immobilità e sofferenze, e, poi, li obbliga a una terapia musicale e coreutica in trance.

Infatti, questa tradizione popolare si connette con le vicende della fondazione di Taranto, capitale della Magna Grecia, e con l’antico rimedio dell’armonia degli opposti, simboleggiata dalla musica e dalla danza presenti tanto nei riti di Dioniso e delle sue Menadi, quanto in quelli di Apollo e dell’arcaica Grande Madre.

Il volume suscita un vivo interesse per le numerose e documentate innovazioni presenti, tra le quali un vero e proprio scoop, le foto esclusive e rivelatrici delle immagini di un vaso della seconda metà dell’VIII sec. a.C., proveniente da un santuario di Amicle, presso Sparta. Le immagini riproducono la prima forma di tarantismo al mondo, vale a dire una terapia musicale e coreutica contro il morso di uno scorpione, praticata non a caso dagli stessi Spartani, i Parteni guidati da Falanto, che nel 706 a.C. fondarono Taranto.

De Giorgi, dopo un esame critico e accurato del celebre volume La terra del rimorso di Ernesto De Martino e delle musiche e delle danze studiate da Diego Carpitella, mostra che in questa tradizione, gestita dalle donne, come accade per gli antichi culti di Dioniso, l’euforico rito della pizzica si avvale del “divino delirio” della trance, lo stato modificato di coscienza, già celebrato da Platone, grazie al quale l’uomo si ricongiunge con la totalità. La terapia consiste essenzialmente nel fatto che la psiche, tramite il rito di stampo dionisiaco basato sulla musica e sulla danza, «si riappropria dell’armonia perduta, inverte il suo status emozionale e guarisce».

Per l’autore, i cui studi sono improntati al massimo rigore, la grande armonia è la struttura fondamentale della realtà e una necessità improrogabile anche per l’uomo di oggi, che l’ha smarrita. Il tarantismo è una cura musicale e coreutica di patologie psicosociali varie che, come nei Misteri greci e nei riti di Dioniso, utilizza l’alternanza tra gli opposti morte e vita per ottenere una simbolica rinascita, ossia la guarigione.