Col Sì alla riforma della magistratura, ci saranno sorteggi diversi tra giudici togati e quelli laici, in tutti e tre i nuovi organismi di autogoverno della categoria (due Csm, uno per i giudici e uno per i pm, e un’Alta corte disciplinare). Per i giudici togati ci sarà un vero sorteggio, tra i circa novemila magistrati italiani. I giudici laici, invece, verranno sorteggiati tra una rosa di nomi indicati dalla maggioranza parlamentare, e quindi dal governo. Non occorre spiegare la differenza, la capirebbe anche un bambino: mentre con i togati ci sarebbe un vero e proprio gioco d’azzardo (potrebbero, infatti, capitare tutti dello stesso orientamento, cosa che oggi non avviene con le votazioni, che garantiscono la rappresentanza alle diverse componenti), con i laici si avrebbe una pattuglia compatta politicamente e gradita al governo. E il gioco sarebbe fatto, per cominciare a insidiare l’indipendenza della magistratura, sia che a governare ci sia la destra sia che ci sia la sinistra.
L.d.M.


















