Ulivi secchi nel Salento. Nel riquadro tre varianti del fungo "neofusicoccum mediterraneum"

Pubblichiamo questo intervento che Giovanni Seclì, in qualità di esponente dell’associazione “Forum ambiente e salute” di Lecce, ha invito sotto forma di lettera alla Regione Puglia, al Cnr di Bari e all’Unisalento.

di Giovanni SECLÌ*

Il silenzio delle istituzioni regionali – per loro responsabilità, dei media, degli enti di ricerca, o di chi altro? – ha accompagnato la pubblicazione su PATHOGENS MDPI gennaio 2022 della ricerca su NEOFUSICOCCUM mediterraneum is involved in a twig and branch diebak of olive trees observed in Salento. In essa alcuni studiosi (che hanno già indagato la fitopatogenicità della xylella) analizzano l’incidenza di tale fungo nel disseccamento degli ulivi in piante negative a Xylella, a seguito delle indagini condotte in alcune campagne del brindisino e del tarantino nel 2019. Tale miceto insieme ad altri (Neofusicoccum parvum, Phaeomoniellum, Phaeoacremonium, etc) era stato inserito in pubblicazioni precedenti, tra i fattori imputabili del disseccamento, osservato già a partire dal 2007; quindi all’interno della fitopatogenicità del Co.Di.R.O. Successivamente l’attenzione, l’indagine e l’imputazione del disseccamento si è unidirezionata solo su Xylella, trascurando di approfondire il ruolo di altre eziofitopatie, soprattutto funginee. Recentemente i media regionali hanno rilanciato la diagnosi Xylella pauca, proveniente dal Costarica, quale causa del disseccamento, pur essendo ormai ufficialmente accreditata da anni; strano, in quanto ciò aggiunge nulla in termini di conoscenza, analisi e possibili strategie di contrasto.

Ignorato invece lo studio precitato; da esso emerge che il Neofusicoccum m. risulta gravemente nocivo per l’ulivo, anche per la velocità maggiore con cui la pianta perviene al disseccamento, rispetto alla Xylella, di cui comunque presenta sintomi analoghi e ugualmente deleteri. Ciò confermerebbe quanto dichiarato dall’ agenzia UE Sanco nel suo audit del 2014 (tra le prime indagini condotte sul Co.Di.R.O -xylella nel Salento), denunciava che – oltre xylella – alcune fitopatie funginee presenti nel Salento da sole possono far disseccare gli ulivi.

Da ciò si potrebbe inoltre ipotizzare che le piante di ulivo sintomatiche in disseccamento, ma negative al batterio xylella, rinvenute già da anni nel Salento leccese (2013: su 1750 ulivi in disseccamento solo 21 positivi a xylella, fonte Sanco; 2014: su 20.000 test solo 600 con xylella, cfr. stampa 6.febr. 2015), potrebbero essere state contagiate dal fungo Neofusicoccum m.; la sua trasmissione via aerea con le spore che aggrediscono la pianta soprattutto nelle operazioni di potatura, in particolare attraverso i grandi  tagli.

Al silenzio relativo a tale recente studio sul miceto – che quindi conferma un allarme già lanciato da anni ma poi ignorato – si accompagna di conseguenza anche quello sulla indicazione delle possibili strategie e pratiche di cura o almeno di contrasto dei sintomi; ciò comporta effetti deleteri che accentuano l’espandersi del disseccamento degli ulivi sul territorio.

E’ doveroso pertanto che Enti e Istituti responsabili si esprimano pubblicamente in merito alla ricerca sul Neofisicoccum m. , confermando oppure smentendo quanto in essa affermato; e nel primo caso segnalando eventuali rimedi fitosanitari. Gli agricoltori e non solo hanno il diritto ad una informazione esaustiva e ponderata (non riservata a pochi studiosi, né abbandonata al pressappochismo dei social), che permetta loro di comprendere le differenti sintomatologie patogene degli ulivi imputabili a xylella, a neofusicoccum o ad altro e agire di conseguenza.

*Forum Ambiente e Salute Lecce