Salvatore Tommasi

di Fernando DURANTE

Salvatore Tommasi storico studioso ed appassionato ricercatore di grico, di Calimera, è volato a Parigi per parlare dell’antica lingua che fu di Omero e che ancora si parla nel denominato territorio della Grecìa Salentina, invitato dall’Istituto italiano di Cultura parigina. Più in generale nella capitale d’Oltralpe si è parlato di minoranze linguistiche, comprese quelle pugliesi. Vissuto in una famiglia in cui il grico era lingua corrente, lo studioso ha conservato nel tempo, arricchendolo, attraverso ricerche e studi nelle comunità in cui ancora resiste l’antica lingua.

Conosciuto da amici e conoscenti come persona particolarmente schiva e umile, della sua esperienza parigina, in cui ha testimoniato la presenza in Grecìa dell’antica lingua, scrive che, «personalmente, io non ho alcun merito nel conoscere il griko. Me lo hanno insegnato i miei genitori. Il merito, e il plauso, per aver tenacemente conservato questa lingua, che qui è stata ospitata per testimoniare la storia pugliese, spetta quindi a loro e ai loro antenati». Semmai, rileva che la sua generazione «ha piuttosto la responsabilità di averne interrotto la trasmissione alla generazione successiva e di aver lasciato che si stendesse un velo di indifferenza, se non di disprezzo, su questo nostro importante patrimonio. Dovremmo forse cercare di riparare al danno». Perché, sottolinea che, «a sentire anche gli illustri studiosi che ho avuto l’onore di conoscere, di un danno comunque si tratta. E di un peccato, se il suono delle nostre antiche parole riesce a interessare ed emozionare anche gente così lontana». E aggiunge: «vorrei ringraziare ancora per l’importante occasione offertami e per la cortese accoglienza, il direttore dell’Istituto, Diego Marani, l’organizzatrice, Francesca Marocchini, la gentile Alice Origlio, la traduttrice, Valentina Gardet. Lieto inoltre di aver conosciuto il prof. Giovanni Agresti, impegnato studioso di lingue minoritarie».

L’area che conserva ancora qualche presenza linguistica fra le persone in avanti con l’età, perché di questo si tratta, comprende nove paesi (Calimera, Carpignano Salentino, Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto, Martano, Martignano, Melpignano, Soleto, Zollino). Sternatia rimane ancora il paese in cui è ancora vivo l’antico idioma. Dei dodici (dodeca) paesi (xoria) di lingua e cultura grica che componevano l’area grica, annoverati fino ai primi del secolo scorso, non se ne percepisce la presenza. Si tratta, in particolare, di Cutrofiano e Sogliano Cavour, ultimamente inseriti fra le comunità dell’Unione dei comuni della Grecìa Salentina. Cursi potrebbe entrare a farne parte in un prossimo futuro.

Culturalmente parlando, invece, Calimera, da sempre, è un isola felice con i suoi appassionati studiosi e ricercatori. Fra gli odierni calimeresi, si annoverano, Daniele Palma, Silvano Palamà (presidente della Casa-Museo delle Civiltà contadina e del Circolo “Ghetonia (vicinato)”, e lo stesso Salvatore Tommasi. In paese sono presenti anche associazioni culturali (“Kalimeriti”, fra queste, del presidente Renato Colaci) che si battono per mantenere viva l’antica lingua, attraverso l’organizzazione di corsi destinati ai ragazzi.