
Significativo evento oggi in occasione della Giornata Mondiale della Memoria del 27 Gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli nel campo di sterminio di Auschwitz, promosso dall’Istituto Comprensivo Statale “Madre Teresa di Calcutta” di Presicce-Acquarica, diretto da Laura Marrocco.
Ai ragazzi e agli insegnanti della scuola, Pantaleone Pagliula ha raccontato la triste storia di suo padre, Nino Pagliula, un Internato Militare Italiano (IMI), un protagonista della lotta di resistenza disarmata che, per avere detto “NO”, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, è stato deportato nel campo di sterminio nazista di Buchenwald.
Oltre a Nino Pagliula tanti altri militari del Salento, per la fedeltà ad essere soldato e per aver agito con dignità e forza d’animo, allo sfacelo delle forze armate dopo l’8 settembre, hanno subito la triste sorte di essere rinchiusi nei campi di sterminio e lavoro nazisti, e tanti pagarono anche con la vita quell’esperienza, facendo una scelta di resistenza, di antifascismo, di ripudio, di rifiuto di collaborare con i nazifascisti e i repubblichini.
La loro Resistenza, non armata e silenziosa, è stata altrettanto essenziale di quella armata, che agiva in Italia, ed è una pagina di Resistenza, una pagina di Antifascismo, un apporto fondamentale alla nostra Costituzione e Repubblica, che deve essere riconosciuto e valorizzato sempre di più.
Grazie all’iniziativa di un gruppo di famigliari degli IMI di Nardò e della nostra Provincia, e all’impegno dell’ex assessore ai Musei, Giulia Puglia, le memorie e le testimonianze di questi nostri cari sono stati accolti nel Museo della Memoria e dell’Accoglienza di Santa Maria al Bagno, con l’obiettivo di restituire un pezzo di memoria a questi uomini che fecero una scelta non facile, e di trasmettere un messaggio di pace soprattutto alle nuove generazioni.
«La memoria non deve essere un fardello – ha detto Pantaleone Pagliula – ma un impegno di vita, di bellezza, di creatività, partecipazione e responsabilità, deve aiutare a prevenire il ripetersi di atrocità storiche e rafforzare i valori della pace, democrazia e rispetto dei diritti umani. La memoria deve essere un ponte tra passato, presente e futuro, ed è indispensabile per aiutare i giovani a comprendere il mondo che li circonda e a prendere decisioni informate connettendosi con le radici e sviluppando un senso di appartenenza».
«In questo difficile momento storico – ha continuato Pagliula – in cui il panorama globale è segnato da tanti nuovi atroci conflitti, violazione dei diritti umani e fenomeni di marginalizzazione, con cui dobbiamo confrontarci quotidianamente, la memoria non deve essere solo un archivio di fatti passati, ma una eredità attiva che richiede di essere elaborata e trasformata in azione per superare l’indifferenza e stimolare una coscienza critica. L’educazione alla memoria non si deve limitare a un esercizio intellettuale o a una elaborazione simbolica di conoscenze, ma deve trasformarsi in una esperienza di consapevolezza, impegno sociale e una trasformazione del modo di guardare e agire nel mondo».
L’odio, la violenza e l’indifferenza – ha aggiunto Pagliula – possono essere contrastati solo attraverso la consapevolezza, la conoscenza e l’istruzione. Se noi tutti oggi possiamo godere dei valori di libertà, democrazia, pace, beni inestimabili e necessari da difendere, il merito è anche del forte e coraggioso NO individuale e corale che tanti IMI opposero agli invasori tedeschi. Mio padre Nino, al termine delle numerose conversazioni con gli studenti che lo incontravano per sentire la sua tragica “odissea”, ripeteva: “Ragazzi datevi da fare, chiedete nelle vostre case notizie dei vostri nonni, fatevi raccontare della loro guerra, della fame e del lavoro. È il migliore modo per parlare di pace e per costruire il vostro futuro”».















