Raimondo RODIA
In questi anni mi sono avvicinato tanto alla dimora che fu della famiglia Mory, una famiglia il cui toponimo deriva dal latino Mauriacum (composto da un nome personale Maurius + suffisso locativo -acum), oppure avere un’origine dalla Bretagna francese dove vi sono due località con questo nome. Il palazzo ha una storia tormentata per essere stato suddiviso in più quote, oggetto nel corso del tempo di episodici interventi di restauro e cambio di utilizzo degli spazi che nel corso degli anni hanno radicalmente cambiato la fisionomia originale, che nasce originariamente da una tipica casa a torre del XIV secolo, da cui poi proviene l’originale stemma con un uomo in alto sulla torre a difendere la casa(ta).

Da questa torre si è sviluppato alla fine del XVI secolo la parte più interessante oggi visibile. Un plauso ai nuovi proprietari per la cura che hanno avuto nel recuperare questo bene storico usando materiali antichi e consoni per questa struttura. Nel corso dei secoli il palazzo ha continuato ad aumentare i suoi volumi, ingoiando parte del giardino retrostante non più esistente. Siamo a due passi dal castello voluto dai Castriota Scanderbeg, nel 1485, e la chiesa matrice che troneggia nella piazza principale di Galatina, un luogo vicino alle mura cinquecentesche.
Nell’osservazione che facciamo oggi riconosciamo sicuramente il portale bugnato con l’arma araldica dei Mory e la bellissima loggia a triplice arcata recuperata nella nuova struttura, un mignano e alcune mensole che oggi abbelliscono la facciata che una volta avevano anche un senso logico e non solo estetico, come succede ora.
Difficile condensare in un articolo tutto ciò che regala questo palazzo, cerco di fare una breve sintesi, il passaggio di letterati, cavalieri, preti, hanno reso questo luogo un piccolo museo a cielo aperto, che, domenica 15 giugno 2025, avrà la sua inaugurazione come casa turistica di charme, con suite studiate per un comfort moderno ma vivendo il passato di questo luogo.
Già all’ingresso un quadrato magico del Sator ci racconta molto di questi luoghi, un’iscrizione composta dalle cinque parole in latino: SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS. Nell’ordine indicato o in ordine inverso, dà luogo a un palindromo vale a dire una frase che rimane identica se letta da sinistra a destra o viceversa. Quando la frase è scritta in forma di quadrato magico la frase palindroma gode di ulteriori simmetrie e può essere letta anche in direzione verticale sia dall’alto verso il basso che viceversa.

Il centro sacro posto in alto, uno dei simboli esoterici fondamentali a rappresentare l’origine di tutte le cose, il principio stesso della creazione. Immagine perfetta dove tutto inizia e finisce tutto torna al creatore, il centro sacro è l’essere puro, assoluto e trascendente. Che dire poi della perfetta croce greca, cioè con braccia uguali potenziata come i cavalieri di Rodi, poi divenuti di Malta, posta al centro del camino nella parte più vetusta del palazzo. Ed ancora cimeli, graffiti e storia che basta fermarsi e staccare dal rumore della società moderna per viverla in questo luogo magico, basta chiudere un attimo gli occhi che storie, leggende e fatti esoterici si prendono i tuoi pensieri e ti trasportano in un’altra dimensione più umana dove cielo, mare e terra trovano rifugio.


















