Femminicidi, un momento della manifestazione tra Martano e Caprarica di Lecce

di Fernando DURANTE

Da Andria a Specchia, passando da Brindisi e Martina Franca. Parenti di vittime di femminicidi e di violenza domestica, scuole e politici dell’intera regione si sono ritrovati a Martano per inaugurare l’Oliveto della Memoria: per non dimenticare. Ogni albero è dedicato ad una donna uccisa per mano di chi diceva di amarla. Ma, “l’amore vero non uccide”, ha sottolineato la presidente del Consiglio regionale, Loredana Capone, nel suo intervento. Alla presenza dei famigliari delle vittime, i ragazzi delle scuole hanno affisso una targhetta su ogni albero su cui è riportato il nome della vittima a cui è stato dedicato l’albero. Insieme ad un QR code che racconta la relativa storia dell’uccisa. Il luogo inaugurato si trova sulla provinciale, Caprarica di Lecce-Martano, a circa cinquecento metri dall’abitato, verso nord. Diventerà un giardino didattico per scuole a cui, gran parte degli interventi sono indirizzati. Perché i giovani crescano e diventino promotori ed attori di una politica del rispetto verso le donne.

Ed è stato proprio, Simone Chiriatti, dell’associazione che ha organizzato l’evento, “Olivami”, insieme ad Astrea e “Casa di Noemi”, ad aprire l’incontro stimolando i ragazzi e le Istituzioni locali ad avviare una politica di rispetto verso le donne: “in ogni comune siano presenti iniziative analoghe a questa”. Il sindaco del paese grico, Fabio Tarantino, ha fatto gli onori di casa accogliendo gli ospiti e sottolineano l’importanza del ricordo di chi ha pagato con la vita il sentimento più profondo dell’amore. Fra le scuole presenti, si fanno notare due studentesse dell’Istituto Professionale di Brindisi, “Morbillo-Falcone”, di Brindisi, che vestono abiti rosa, disegnati da una loro compagna, in ricordo di Melissa Bassi, di Mesagne, innocente vittima dell’esplosione di una bomba, per mano assassina. La viceprefetta della Provincia, Paola Mauro, ha detto che “la donna deve stare con un uomo che la rispetta perché madre e moglie”.

Chissà, si è chiesto l’onorevole, Saverio Congedo, se lo spargimento di tanto sangue non sia conseguenza del fatto che “l’uomo non accetta che la propria donna si stia emancipando, superandolo: dobbiamo intervenire a qualsiasi livello per fermare l’eccidio, nessuna Istituzione deve tirarsi indietro, a cominciare dalle famiglie e dalla scuola”. Il parlamentare di Martina Franca, Tozzi, ha detto che è indispensabile sensibilizzarla e i giovani per prevenire atti violenti verso le donne, “la scuola deve insegnare al rispetto”. Lena Dantini, consigliera provinciale di Parità, ha ricordato che la Puglia è stata la prima regione italiana a dotarsi del Piano antiviolenza. Ma anche stimolato a reintrodurre nelle scuole l’insegnamento del Diritto, dalle Elementari.

“La politica deve cambiare registro”, ha suggerito l’assessora provinciale alle Pari alle Opportunità, Paola Povero. L’onorevole, Veronica Giannone, già Cinque stelle, oggi in Forza Italia, ha detto che, “molte volte le Forze dell’Ordine, seppur allertate dalle donne, non intervengono”. La trepuzzina, Annamaria Capodieci, delegata del sindaco, Giuseppe Taurino, ha suggerito di tornare ad insegnare Educazione civica, nelle scuole. La sindaca di Andria, Giovanna Bruno, ha ricordato che “la mia città piange la sua Graziella, la ragazzina di otto anni, vittima del branco, trovata adagiata su un letto di cenere, nei pressi di Castel del Monte”. Correva l’anno 2008. E’ seguito l’intervento di Anna Laura Remigi, la sindaca di Specchia, cittadina tristemente nota per due femminicidi di giovanissime: “Non si può giustificare in alcun modo chi arma la mano di un femminicida”.