Mercoledì 16 aprile, alle ore 18:30 nel Liceo “Galileo Galilei” di Nardò, diretto da Emilia Fracella, ci sarà, nell’Auditorium “Mario Papadia”, in via Ferri, l’evento conclusivo di un progetto PCTO, percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento anno scolastico 2024/2025, sulla tematica del Fast Fashion realizzato dalle classi VA e VB del Liceo Scientifico e Scienze Applicate, insieme ai tutor interni Maria Conte e Guendalina Veligio e al tutor esterno Pantaleone Pagliula.

Lo scopo del progetto è quello di approfondire l’importante problema dell’usa e getta dei capi di abbigliamento, mettere in evidenza le sue implicazioni sulla salute e sull’ambiente e responsabilizzare le scelte negli acquisti soprattutto dei consumatori giovani.

Il lavoro, realizzato nelle ore messe a disposizione dallo stesso progetto PCTO e  durante lo svolgimento delle assemblee di classe e d’istituto, ha avuto momenti di approfondimento e ricerca sulle tematiche riguardanti l’idea della  moda usa e getta, l’avvento del Fast Fashion, il ciclo e i processi produttivi per la creazione dei capi di abbigliamento,  la composizione dei capi indossati e la ripercussione sulla nostra salute, i PFAS,  i luoghi e le condizioni di lavoro dove avviene la  produzione, la fine dei capi usati e resi  nelle discariche del terzo mondo, la moda circolare, lo Slow Fashion, l’avvento di Vinted, la raccolta differenziata in Europa, alcuni esempi virtuosi per un industria della moda sostenibile e come contrastare li Fast Fashion in modo giovane e creativo.

Chi compra deve avere la consapevolezza che il basso costo di questi capi solitamente nasconde significativi impatti ambientali e sociali, sistematiche politiche di sfruttamento dei lavoratori e inquinamento dell’ambiente.

Molto interessanti i risultati del questionario diffuso a circa 500 studenti del Liceo “Galileo Galilei” dove emerge con chiarezza quanto gli intervistati nelle loro scelte di acquisto fanno poca attenzione sull’etichettatura, sulla composizione dei capi che acquistano, sulla loro provenienza e sostenibilità e pensano alla comodità, all’estetica, al prezzo e poco alla qualità.

I dati del questionario dicono anche che i giovani acquistano sempre di più online , nelle grandi distribuzioni del fast fashion e scartano i piccoli negozi perché hanno prezzi molto alti e poca varietà di scelta. Significativa quella parte dei ragazzi intervistati che non butta i vestiti usati ma cerca di riutilizzarli, li scambia, li vende online e li dona.

I risultati di questo  lavoro sono racchiusi egregiamente in una tesina e un power point  che oltre ad approfondire l’intera tematica dell’usa e getta  concludono  con alcuni suggerimenti per una maggiore consapevolezza ed educazione ai consumatori nell’acquisto dei capi da indossare per una  moda sostenibile, sulla necessità di regolamentare, rendere trasparente e responsabile l’intero ciclo di produzione e su come si può promuovere e incentivare il riutilizzo, l’acquisto e vendita dei capi di abbigliamento usati.

Nel pomeriggio del 16 aprile dopo la presentazione del lavoro svolto dagli stessi studenti delle classi VA e VB del Liceo Scientifico e Scienze Applicate seguiranno gli interventi di Fabio Tarantino, vice Presidente della Provincia di Lecce con delega all’Ambiente e alla Cultura, Milena Faggiano, assegnista di Ricerca Unisalento, Giuseppe Castano, responsabile Contratti e Appalti di Noi Vivere s.r.l., Anna Laura Giannelli, Founder Brand Fashion Manager. Coordina gli interventi l’ingegnere Pantaleone Pagliula, esperto esterno del progetto PCTO. L’introduzione all’evento sarà a cura della dirigente Emilia Fracella e porterà i saluti Giulia Puglia, assessore alla Pubblica Istruzione e Cultura del Comune di Nardò.