L’assegno unico universale per i figli interessa in Puglia 793mila bambini e ragazzi, grazie ad una riforma voluta dalla ministra per le pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, di Italia Viva, che riguarda tutto il sistema delle misure a sostegno della genitorialità finora vigenti. Dal primo gennaio sono possibili le domande per l’assegno unico che accompagnerà i figli dal settimo mese di gravidanza e oltre la maggiore età, fino a 21 anni, a patto che i ragazzi studino, facciano tirocini con redditi minimi o siano impegnati nel servizio civile universale. L’erogazione inizierà da marzo prossimo, ma le domande possono essere inviate già dal primo gennaio 2022, mentre solo da marzo prossimo detrazioni e assegni familiari saranno di fatto abrogati.
L’assegno unico spetta ai nuclei familiari di lavoratori autonomi, ai nuclei familiari in cui sono presenti soggetti in stato di inoccupazione, ai coltivatori diretti, coloni, mezzadri e titolari di pensione da lavoro autonomo, ai nuclei che non beneficiano dell’assegno per il nucleo familiare in assenza di uno o più requisiti di legge.
L’integrazione spetta a coloro che abbiano un Isee inferiore a 40 mila euro, o anche in assenza di Isee, e alcuni requisiti tra cui la residenza in Italia, il permesso di soggiorno per lavoro o di lungo periodo, per gli stranieri. Gli importi dell’assegno sono calcolati in base al numero di figli minori presenti in famiglia e alla situazione economica familiare certificata dall’Isee. Con Isee fino a 7 mila euro, l’assegno mensile è di 167,5 euro a figlio, per le famiglie con almeno 3 figli minori l’importo sale a 217,8 euro per ciascun figlio. Maggiorazione di 50 euro per ciascun figlio minore disabile. All’aumentare dell’Isee l’importo dell’assegno diminuisce, oltre 40 mila euro il beneficio spetta in misura minima.


















