Il presidente della Commissione Bilancio della Regione Puglia, il brindisino Fabiano Amati, chiede al Comune di Lecce di ritirare il proprio logo dai cartelloni posti davanti all’ulivo esposto in piazza Sant’Oronzo indicanti la sperimentazione del “Nuovolivo” contro la Xylella, non essendoci nessuna certificazione scientifica della sua validità. «Cosa aspetta il Comune di Lecce per far ritirare immediatamente il proprio logo e alle autorità preposte per intervenire? Il mondo dell’olivicoltura pugliese non ha subito già abbastanza danni? Ancora una volta, in questa storia, dobbiamo prendere atto di messaggi ambigui con i quali si cerca evidentemente di convincere gli agricoltori della bontà di rimedi che purtroppo non ci sono».
«Già in Commissione abbiamo avuto la conferma dai tecnici – aggiunge Amati – che non vi è al momento alcun rimedio per fitopatologie che provocano il disseccamento degli alberi, quindi anche la Xylella. Tanto che gli uffici della sezione Agricoltura stanno valutando di procedere per pubblicità ingannevole. Adesso apprendiamo anche che una delle due aziende che promuovono prodotti (uno è un mix di saponi naturali, l’altro di coadiuvanti) ha apposto senza autorizzazione il logo dell’Università di Bari sulla propria cartellonista con l’evidente tentativo di dare al prodotto (Nuovolivo, in questo caso) il credito di un autorevole ente pubblico di ricerca. E invece il prof Ricciardi precisa che non solo l’UniBa non ha mai autorizzato l’utilizzo del logo ma che non esistono nel Disspa progetti di ricerca sottoposti al Consiglio di Dipartimento e dallo stesso autorizzati o giunti a finanziamento riconducibili a quanto segnalato e che in nessun caso il Dipartimento ha intrattenuto formali rapporti o interazioni di lavoro o scientifiche con i rappresentanti legali dell’azienda produttrice del Nuovolivo, per cui il Disspa non è neanche a conoscenza degli itinerari colturali messi in atto col prodotto citato».
Va comunque evidenziato che nei cartelloni esposti sotto l’ulivo e un altro alberello in piazza Sant’Oronzo a Lecce, tra la colonna del santo patrono e il Sedile, il logo dell’Università di Bari non c’è, ma ci sono solo quello del Settore Verde Pubblico della Città di Lecce e quello dell’Antica Saponeria del Salento.
La replica del sindaco di Lecce, Carlo Salvemini: «Il Comune non incoraggia o da il proprio patrocinio a truffe. Dal 2017 circa alcuni esemplari di ulivo presenti in città e colpiti da xylella sono stati utilizzati – senza alcun onere per ente – a protocollo sperimentale di cura, che non ha ricevuto validazione da parte del Comune, che non ha titoli per poterla rilasciare. Ho chiesto al responsabile di questa cura di presentare all’Amministrazione esiti della stessa, accompagnata da relazione sottoscritta da professionisti accreditati e/o accademici. Che sono in attesa di ricevere. Al momento quindi non c’è nessuna copertura o sostegno ufficiale della Città». 

Lecce, piazza Sant’Oronzo con gli alberelli in sperimentazione