Italia Viva salentina condivide la proposta del vice sindaco di Castro Alberto Capraro, di portare a termine l’iter riguardante la costituzione dell’Area marina protetta Otranto-Leuca e chiede ai cittadini, alle comunità locali e alle Istituzioni di costruire con loro un Piano energetico condiviso, in grado di affrontare questi progetti senza creare disagi con il territorio e soprattutto senza disperdere le ricchezze del Salento.

In questi mesi, nei nostri territori, stiamo assistendo ad un proliferare di richieste per installazione di impianti ad energie rinnovabili a terra e a mare. L’ultima proposta è quella riguardante un parco eolico offshore al largo della costa meridionale della Provincia di Lecce, che coinvolgerebbe le municipalità di Castro, Otranto e Santa Cesarea Terme. L’iter autorizzativo non è ancora iniziato ed il progetto della Falck Renewables e BlueFloat Energy sta per essere depositata negli uffici di competenza.

Prima di entrare nel merito della questione è necessario premettere che questo tipo di impianti rappresenteranno il futuro della politica energetica nazionale e che parte del PNRR servirà anche per raggiungere gli obiettivi previsti dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030. Secondo il P.N.I.E.A., per evitare sanzioni, entro il 2030 l’Italia dovrà produrre mediamente al mese circa 83 Megawatt per l’eolico e 250 Megawatt per il fotovoltaico.

Pur essendo tutti favorevoli, in linea teorica, sulla decarbonizzazione, transizione energetica e obiettivi del Piano, ogni volta che si passa dalla teoria alla pratica iniziano i problemi. I motivi di queste complicazioni sono diversi, mancato coinvolgimento dei cittadini, carenza normativa e assenza di un Piano Energetico Regionale.

Non riusciremo mai a parlare di Transizione energetica e decarbonizzazione se non iniziamo a condividere con le comunità locali le analisi costi/benefici, le eventuali ricadute economiche, gli studi dettagliati sul benessere degli ecosistemi ed un Piano Normativo Locale in grado di regolamentare questa tipologia di impianti. Mettere il cittadino e le imprese locali al centro, in modo che siano protagonisti e beneficiari della trasformazione energetica è il presupposto su cui concepire qualsiasi sforzo normativo, imprenditoriale ed istituzionale nell’approccio alle produzioni di energia sostenibile.

Su questa impostazione, sentiamo il dovere di condividere la proposta di terminare l’iter di costituzione dell’Area Marina Protetta Otranto-Leuca, perché oltre alla questione energetica, si potranno regolamentare tutte le attività alieutiche che si svolgono nell’Area Protetta, soprattutto le assurde pratiche di pesca industriale che stanno depredando i nostri ecosistemi marini in questi giorni.

Massimo Toma
Coordinatore provinciale Italia Viva Lecce