Mentre a Glasgow i Grandi della terra ragionano su come salvare il pianeta dai cambiamenti climatici, in Puglia muove i primi passi il “reddito energetico”: un contributo a fondo perduto fino a 6mila euro, che può salire a quota 8mila 500 nel caso dei condomini. Il contributo spetta solo a chi abbia un reddito Isee non superiore a 20mila euro. Fra i sistemi che è possibile finanziare con il bando della Regione ci sono pannelli fotovoltaici, termo-fotovoltaici o pale mini-eoliche capaci di mettere in rete almeno 1,8 kilowatt di potenza elettrica. Inoltre, una quota massima del 20% del contributo può essere utilizzata anche per l’acquisto e l’installazione di impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria. È quanto si legge nella relazione messa a punto dai tecnici del Dipartimento Sviluppo economico guidati da Gianna Elisa Berlingerio. Il disegno della Regione è chiaro: allargare il più possibile la platea di chi è in grado di produrre energia da fonti rinnovabili, puntando su persone o condomini ancora tagliati fuori da questo mercato. Il contributo energetico non può essere intascato per utenze diverse da quelle domestiche o che facciano capo a immobili abusivi. Chi vive in ville, appartamenti o condomini che abbiano già un impianto fotovoltaico o mini-eolico resta fuori gioco.