di Fernando DURANTE
Circondato dall’affetto dei suoi figli, Rita, Maurizio ed Alessandra, si è spento nella sua casa di piazza Mantova, a Lecce, all’età di 98 anni, Ninì (Giovanni) Rucco. A piangere sono quelle due patrie che aveva scelto, decantate in una poesia: Due terre- Zollino e Lecce.
Era laureto in legge, anche se non aveva mai praticato la professione per la quale aveva conseguito il titolo. Aveva, invece, scelto l’insegnamento, per passione sincera, per predisposizione. A Zollino, suo paese di adozione (nel 2008 era diventato cittadino onorario), era “Il Professore” per antonomasia. Anche per chi non lo aveva avuto come insegnante. Ma, a tutti quelli con cui era venuto in contatto, aveva trasmesso quei valori di rispetto, di affettuosa cordialità, di patria.
Era arrivato nel paese grico, in treno, nel lontano 1953. Poi aveva acquistato la Vespa. I suoi insegnamenti sono rimasti scolpiti nell’anima di chi ha avuto la fortuna di essere stato suo allievo: indimenticabile.
A conclusione della sua esperienza nelle scuole Elementari, era stato ordinario di discipline Giuridiche ed Economiche presso l’Istituto Tecnico Commerciale “O.G. Costa”, di Lecce. In tutti quegli anni non aveva mai smesso di scrivere le sue poesie, per lo più, dialettali: era stato un finissimo poeta. Tante sono le sue composizioni. Da “Rrobbe spase” del 1977, a cui seguì … “Sciamu nnanzi”, per finire all’ultimo suo lavoro (neanche a dirlo) che presentò a Zollino, “Nu bbè na cosa facile”. In queste sono presenti termini ormai dimenticati, presenti nel suo antico linguaggio. Piacevolissimi i suoi epigrammi contenuti in “Pipirussi mannaggia la cirasa”.
Non ha disdegnato di esprimersi nella pittura. Ma, è stato anche autore di testi teatrali. “Le Corna rosse, le corna fine e le corna longhe”, e tante altre ancora, sono state le commedie rappresentate presso il teatro Politeama.
Ha curato, insieme ad altri studiosi numerose raccolte poetiche. E’ citato, fra l’altro ancora, nel “Dizionario Enciclopedico dei Salentini”, inserito nella “Storia della poesia nel Salento”, di Donato Valli; nell’Antologia, “Novecento dialettale salentino”, sempre del Valli. Ed a cura di Ennio Bonea è presente nella raccolta, “Teatro popolare salentino”. Numerosi sono stati anche i premi ottenuti per essere stato autore di musiche e testi di canzoni.
Addio professore. Meriti tutte quelle lacrime che due paesi stanno versando per la tua dipartita.


















