Barbabietole da zucchero

Gentile direttore,

perché non trascorra molto tempo tra le osservazioni esternate l’altro ieri, sintetizzate nella frase: l’Italia cosa produce? Ecco un’altra notizia apparsa nel 1963 che, rileggerla dopo 59 anni, produce un certo effetto, indescrivibile ancorché di stizza. Perché riporta, come una girandola, a quanto detto, forse manifestato in modo maldestro e affrettato.

In questo caso, il testo seguente fornisce una chiave di lettura di fondamentale importanza e si riallaccia a quello di cui ho scritto l’altro ieri, benché trattenuto nella penna per non sollevare un polverone.

Tutto, ora, punta il dito contro Putin ed a una politica economica (non soltanto italiana) incapace di manifestarsi autosufficiente nelle sue diverse esigenze, tanto da creare dipendenza dalla produzione dei principali prodotti ai quali sono legati quelli principali, direttamente rivolti al benessere dei cittadini, in questo caso italiani.

Vicina a questi quesiti e alla compagine politica di sinistra, mi chiedo dove sia stata l’opposizione di questa, immaginata in grado di contrastare il modo di fare governativo di cui oggi assistiamo ai suoi opinabili risultati.

Mi chiedo, insomma, dove erano i “nostri” leader di sinistra considerando che pure non sono stati zitti a commentare altri contenuti, ma oggi mi sembra difficile stanarli dal loro buen ritiro e dal quale non trasmettono un messaggio incoraggiante benché ricevano informazioni sempre più aggiornate dello stato delle cose.

Tuttavia questa è la mia modesta osservazione: che delusione nei confronti dei personaggi politici che ci hanno e ci stanno governando in questi anni. Non meritano nulla. Si sono dimostrati del tutto incapaci, oggetti di riproduzione di un almanacco già consultato! Soltanto vuota apparizione!

Intanto, ecco la riproduzione dell’articolo preannunciato:

L’Italia costretta a importare 1.500.000 q.li di zucchero
Roma, marzo 1962
Saremo costretti ad importare – secondo l’Agenzia Quirinale – circa un milione e mezzo di quintali di zucchero, al prezzo del mercato internazionale (speso più alto di quello italiano) a causa dell’imprevidenza governativa. Occorre premettere innanzitutto, per avere l’esatta percezione della gravità di quanto accaduto, che il quantitativo occorrente alla “saldatura” è il più alto che il nostro Paese abbia importato negli anni del dopoguerra.
Quali le cause? Dall’anno scorso, quando parte delle categorie agricole produttrici di barbabietola, furono avanzate richieste di aumenti del prezzo, ritenuto non più remunerativo, il Governo si oppose e decise di favorire la riduzione della superficie coltivabile. Sembrò allora l’unica soluzione poiché le imprese industriali, che acquistavano le barbabietole, rifiutarono aumenti che non avrebbero potuto, in alcun modo, recuperare poiché è il CIP che stabilisce il prezzo di vendita del prodotto finito e perché il Governo rifiutò di ridurre il carico fiscale che grava sul processo di raffinazione.

E torno a dire, ma questi rappresentanti politici queste informazioni che basta aprire google e si trovano, non riescono proprio a farle proprie? Ma siamo sicuri che siano incapaci di apprenderle e, quindi, non facciano parte dei portatori di handicap?

Di là da ogni considerazione rimango sconcertata. E non vedo luce lungo questo tunnel di indifferenza e incapacità gestionale.

Rossella Barletta