Di seguito la lettera inviata, il 27 febbraio scorso, dal Forum Ambiente e Salute di Lecce al sindaco di Lecce, all’assessore ai Lavori pubblici, all’assessore all’Ambiente, al direttore del Dipartimento Lavori pubblici del Comune di Lecce e, per conoscenza, all’Arpa Puglia, all’assessore all’Ambiente della Regione Puglia e al Prefetto di Lecce.
La deliberazione della Amministrazione Comunale di Lecce di smaltire in discarica i circa 36.000 mc previsti di sedimenti marini prevalentemente di posidonia, derivanti dal dragaggio della Darsena di S. Cataldo (a seguito della mancata autorizzazione da parte del Dipartimento ambiente della Regione Puglia di sversamento in mare) permane una soluzione discutibile e gravata da interrogativi. Pertanto risulta doverosa un’ulteriore valutazione da parte di Istituti ed Enti pubblici, prima che si passi alla fase operativa, a sostegno delle stesse opzioni iniziali del Comune (ripascimento-sversamento in mare).
In particolare ARPA Puglia, in risposta ad una nota del Forum ambiente e salute di Lecce, ha recentemente manifestato la sua disponibilità ad esprimere un suo autorevole parere, a condizione che sia richiesto, in tal caso dal Comune.
Lo smaltimento in discarica, motivato dalle analisi di un laboratorio accreditato, che caratterizza il campione di sedimenti nel codice CER 16.03.06 quali rifiuti speciali non pericolosi, non azzera comunque alcuni aspetti e considerazioni a nostro avviso problematici:
- L’opzione iniziale del Comune era l’utilizzo di circa 17.800 mc di sedimenti dragati per il ripascimento di Spiaggiabella. Successivamente, avendo valutato la necessità di dragare ben 36.000 mc, risultando eccedenti la possibilità di essere ospitati in tale sito, l’opzione del Comune (ribadita nella Conferenza dei servizi del marzo 2021) diventa lo sversamento in mare, senza che in tale sede fosse contestato da alcuno. Il ripascimento e lo sversamento in mare – soluzioni caldeggiate dalle norme – configurano l’opzione da parte dell’Amministrazione a considerare i sedimenti quale materiale organico da riutilizzare e non rifiuti da conferire in discarica.
- Tale qualificazione viene successivamente negata, in base alle analisi prodotte dal laboratorio privato e al predetto diniego di sversamento in mare da parte dell’autorità regionale, in quanto classificati quali rifiuti speciali non pericolosi. Se il Comune avesse confermato il dragaggio avanzato nel 2019 di soli 17.800 mc di sedimenti, essi sarebbero stati destinati al ripascimento di Spiaggiabella, non essendo qualificati come rifiuti in base alle precedenti analisi ARPA 2015 …!
- La Darsena di S. Cataldo è inutilizzata da 10 anni, ricorda il Comune nella Conferenza dei servizi; pertanto risulta strano che mentre le analisi effettuate da Arpa nel 2015 non caratterizzino i sedimenti allora dragati come Rifiuti speciali non pericolosi, risultano invece tali nel 2021 dalle analisi del laboratorio privato. Paradossalmente, pur restando inutilizzato per ben 10 anni, il porticciolo ora risulterebbe più inquinato rispetto a 6 anni prima!
- Se il dragaggio della darsena non fosse effettuato, i sedimenti, classificati dal laboratorio quali rifiuti, resterebbero comunque in mare. Pertanto lo sversamento in mare (come inizialmente ipotizzato) non arrecherebbe alcun nocumento ambientale; anzi il contrario poiché esso (come previsto dalle norme) deve avvenire previa preliminare cernita selettiva: solo i sedimenti contaminanti non naturali sarebbero smaltiti in discarica, mentre nel mare sarebbero riversati (o utilizzati per ripascimento) i sedimenti naturali depurati dai primi, sabbia e alghe, che rappresentano gran parte del materiale dragato.
- Questa prassi, virtuosa sul piano finanziario e ambientale e in sintonia con il riutilizzo prescritto dalle normative vigenti, viene seguita in diverse situazioni di dragaggio; es. quello del porto di Trapani, con circa ben 500.000 mc di sedimenti da prelevare: cernita degli stessi e invio in discarica solo quelli contaminati, non naturali
- ARPA in sede di conferenza servizi (15.03.2021) solleva rilievi, in particolare sull’accreditamento del laboratorio esaustivo per le analisi dei sedimenti, sulla caratterizzazione ecotossicologica, su punti di campionamento. Con nota del 29.05.2021 l’Agenzia ricorda al Comune che le analisi di laboratorio” dovranno essere realizzate da Enti o Istituti pubblici, oppure da laboratori accreditati”. Le analisi saranno commissionate nel 2021 ad un laboratorio privato e non ad ARPA, che pur aveva realizzato quelle del 2015, su commissione del Comune ….!
Tale scenario ha indotto lo scrivente Forum a sottoporre ad Arpa i dubbi sull’iter che ha prodotto la prospettata gestione dei sedimenti con lo smaltimento in discarica, in difformità con le opzioni inizialmente prospettate e che devono per legge essere perseguite, a meno di condizioni di extrema ratio che le impediscano; condizioni che potrebbero essere superate, attraverso una ulteriore autorevole valutazione dell’intero procedimento.
L’ARPA ha così risposto (con nota del 16 febr. 2021, inviata al Forum, e, per conoscenza, anche al Comune di Lecce) firmata dal direttore generale dott. V. Bruno, dal dir. Scientifico ing. V. Campanaro e dal dir. U.O.C. Ambienti naturali, dott. N. Ungaro:
“Si fa riferimento alla vostra nota citata in oggetto comunicando che QUESTA AGENZIA RIMANE DISPONIBILE AD ESPRIMERE UN PARERE SULLA GESTIONE DELLE BIOMASSE VEGETALI ED IN PARTICOLARE SUI RESIDUI DI POSIDONIA OCEANICA NEL CONTESTO LOCALE CUI FA RIFERIMENTO LA NOTA. LO STESSO PARERE DOVRA’ ESSERE UFFICIALMENTE RICHIESTO DALLE AUTORITA’ COMPETENTI”. L’Agenzia ribadisce inoltre che le Linee guida elaborate dalla stessa nel 2015 e successivamente aggiornate, prevedono il recupero e riutilizzo dei sedimenti marini e solo come extrema ratio lo smaltimento in discarica.
Pertanto si invita l’Amministrazione a corrispondere positivamente e sollecitamente a tale disponibilità dell’Agenzia, impegnata in tal caso a favorire al massimo il riutilizzo dei sedimenti; ciò in vista di un’auspicabile revisione della determina regionale di diniego allo sversamento in mare o all’uso (almeno parziale) per il ripascimento. Peraltro il DM 173-2016 Allegato tecnico (pag. 10) prevede che le informazioni chimiche delle analisi effettuate “devono essere valutate da un soggetto del Sistema nazionale delle agenzie (Ispra-Arpa) o da altro istituto pubblico, diverso da quello coinvolto nelle indagini di caratterizzazione dell’area”.
Tale parere potrebbe essere fondamentale non solo per bloccare lo smaltimento in discarica, insostenibile sul piano ambientale e assai gravoso per le casse comunali, in situazione di criticità; ma di conseguenza per la stessa fattibilità del dragaggio e quindi della riattivazione della darsena, finora di fatto ostacolati dall’assenza delle ingenti risorse necessarie in gran parte per lo smaltimento in discarica -oggi non disponibili, comunque un eventuale spreco di finanze pubbliche. Sarebbe ingiustificabile non richiedere tale parere, per gli eventuali e auspicabili benefici che potrebbero derivare a vantaggio dell’Amministrazione pubblica e della collettività.
Per il FORUM AMBIENTE E SALUTE LECCE
Mario Fiorella
Giovanni Seclì


















