La Asl di Lecce prova a fare cassa inviando a migliaia di cittadini ingiunzioni di pagamento per mancate disdette della prenotazione avvenute poco meno di dieci anni fa. Durante le festività sono state consegnate agli increduli interessati le raccomandate con cui si chiede il pagamento di importi variabili, a seconda dei casi, minacciando che in caso di mancato pagamento, entro 60 giorni dalla notifica, si procederà al recupero coattivo con ulteriore aggravio di spese. La notizia sta facendo il giro del web con centinaia di cittadini che stanno esternando le loro perplessità e incredulità sui propri profili facebook e sui social. A quasi dieci anni di distanza, infatti, è pressoché impossibile poter documentare il proprio corretto comportamento, anche perché le disdette non avvenivano certo per lettera raccomandata, le email non erano di uso comune, ma di persona o per telefono presso gli uffici preposti senza avere indietro ricevuta di sorta. La beffa è che per poter chiedere informazioni dell’ingiunzione di pagamento della Asl si indica un numero verde a pagamento, che, o non è attivo o, una volta partita la telefonata, ti fa restare in attesa per lungo tempo senza consentirti di parlare con qualche addetto, ma nel frattempo facendoti pagare la telefonata. Sull’iniziativa della Asl si stanno già mobilitando le associazioni di consumatori per verificare la regolarità della richiesta e non è improbabile che possano partire dei ricorsi.


















