Fernando DURANTE
Cutrofiano festeggia “Sant’Antonio de le focare”. Un appuntamento per ricordare lo scampato pericolo di un terremoto avvenuto nella notte del 17 febbraio del 1810. Saranno trentasei i falò ufficiali, accesi oggi, nei vari rioni della cittadina, al passaggio della processione con il Santo di Padova, protettore del paese.
Quest’anno, la festa sarà ancor più partecipata grazie alla presenza dell’insigne reliquia di Sant’Antonio che, giunta giovedì scorso scortata dai monaci, sarà portata a spalla nella processione per le vie del paese. La tradizione che ha dato il via alla notte delle fòcareddhe affonda le radici in quella notte.

Un sisma di forte intensità scosse l’intero paese, costringendo i suoi abitanti ad abbandonare il letto e raccogliersi nei crocicchi delle strade e nelle campagne onde evitare danni alle persone. La notte era rigida. Per ripararsi dal freddo, particolarmente intenso, furono accesi fuochi intorno ai crocicchi delle strade in cui si radunava la popolazione. Il sisma ci fu, ma non produsse alcun danno alle persone. La gente addusse alla protezione di sant’Antonio lo scampato pericolo. Le piccole scosse che precedettero il terremoto vennero interpretate come un benevolo segnale di protezione del suo popolo da parte del santo protettore.
Da quell’anno, giorno 17 di febbraio, il paese torna a ringraziare il suo santo patrono. Il programma di quest’anno ha preso il via 14 febbraio con il Triduo di preparazione alla Festa. Giovedì, alle ore 17:30, sono arrivate le due reliquie del Santo Protettore (estratte dalla tomba nella ricognizione del 1981), accompagnate dai frati della basilica del Santo, presso il Centro pastorale “Opere Antoniane” e il trasferimento, in corteo, presso la chiesa parrocchiale, in cui è stata celebrata la messa. Alle 21 è seguita la veglia di preghiera.
La festa avrà il suo culmine oggi. Alle ore 19, infatti, dopo la messa, si svolgerà la processione con la statua del Santo e le reliquie, fra le vie cittadine, in memoria di quella notte. Al cui seguito si darà fuoco alle fòcareddhre. Al termine del corteo, sarà acceso anche il falò centrale, allestito in piazza Municipio. Un evento di comunità sarà anche la fòcara di piazza centrale, che conta 30 anni dalla sua prima accensione. Alle 21 lo spettacolo di fuochi pirotecnici, ed alle ore 21:30, ci sarà il gran finale in musica con l’esibizione dell’Orchestra Popolare “La Notte della Taranta”. L’evento è stato presentato presso Palazzo “Adorno”, della Provincia, dal sindaco del paese, Luigi Melissano, l’assessore alla Cultura, Maria Lucia Colì, il presidente della Pro Loco, Marco Forte. È intervenuto anche il presidente della Provincia, Stefano Minerva, che ha detto: «questa di Sant’Antoni de le focare è una bellissima esperienza di valorizzazione di una tradizione popolare, che è diventata un evento di riferimento nell’inverno salentino, perché racconta il legame religioso con il Santo, unito al rito del fuoco, con la capacità di mettere insieme attori che raccontano il meglio delle nostre tradizioni». Per il sindaco, «la festa è a 360 gradi, è la festa diffusa che coinvolge l’intero paese, Unisce religiosità popolare e affezione al Santo con un momento di festa comune, è più di un’attrattiva turistica, è una rinascita annuale».


















