di Fernando DURANTE
Il 17 febbraio del 1810 Cutrofiano venne colpito da un violento terremoto che fece crollare numerose abitazioni, fortunatamente, non causò vittime. Lo scampato pericolo per le vite umane lo si considera un vero e proprio miracolo che il protettore, Sant’Antonio da Padova, fece al paese. Alla prima scossa, la gente si riversò nelle strade dove, nel corso della notte, cercò di combattere i rigori del freddo invernale accendendo falò in vari punti del paese. Quei fuochi, nel tempo, divennero elementi di una liturgia di ringraziamento e di preghiera per il santo protettore. Da quel giorno ogni anno, in questa data, si ricorda lo scampato pericolo con la festa denominata, “Sant’Antonio te le focare”. L’intera comunità, grata, ringrazia il santo patrono per il miracolo concesso attraverso l’accensione di piccoli fuochi (le focareddhre) e nei vari rioni che vengono accesi al passaggio della processione. Sulla centrale piazza Municipio, quest’anno, come negli anni precedenti è stata costruita la focara principale, formata da “sarmenti” (tralci secchi di vite). La si accendeva dopo il passaggio della processione, ultimo atto del rito, prima del ritorno della statua del santo in chiesa. Purtroppo, quest’anno, a causa dell’epidemia da Covid 19, per evitare assembramenti, non sarà possibile l’accensione alla presenza del pubblico. Sarà, invece, consentito al sindaco la partecipazione. La cerimonia potrà essere seguita in diretta streeming e su facebook.


















