Maria d'Enghein

Gentile direttore,
qualche precisazione in merito alle parole rilasciate da Loredana Capone riguardo “I cortei storici delle Pro Loco di Puglia” quando definisce la contessa Maria d’Enghien “fautrice di due gioielli meravigliosi come la Torre di Belloluogo e Torre del Parco, di un sistema botanico e irriguo che è ancora considerato un modello eccellente e perché sul finire del ‘300 ha fatto di Lecce un centro culturale raggiunto da intellettuali di tutta Europa”.
Andiamo con ordine. La torre di Belloguogo sorse tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo; secondo la tradizione la sopradetta contessa (nata nel 1367) se ne servì come dimora di villeggiatura. La torre del Parco risale al 1419 e rimanda al figlio Giovanni Antonio Orsini del Balzo, primogenito, che lì fondò la Zecca.
Qual è il “sistema botanico…modello eccellente”? Dove si trova? Sarebbe interessante saperlo.
Più che rendere Lecce un centro culturale a Maria d’Enghien va riconosciuto il pregio di avere istituito, insieme al marito Raimondello, il Concistorium Principis, di cui fu l’anima perché lo amministrò con saggezza, garantendo così alla città un ordinamento politico-giuridico di eccellenza, come si direbbe oggi, svincolato dalla Casa Reale, che ebbe la capacità di amministrare la giustizia in tempi brevi e procedure concrete. Questo fu un unicum. Altro che!
Il motivo di questo scritto è dettato dal fatto che, la lettura di imprecisioni storiche, può creare disorientamento e, alla fine, non si sa a chi credere. E va alle ortiche lo studio incessante di chi si dedica con abnegazione.
Mi piacerebbe che queste brevi note siano inoltrate alla Presidente del Consiglio Regionale perché corregga le sue nozioni di storia locale.

Rossella Barletta

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È giusto puntualizzare la storia e ci auguriamo che la presidente Loredana Capone legga queste righe. (L.d.M.)