Duramente contestato il governatore Michele Emiliano a Nardò davanti alla sede della Cgil locale, dove si era recato, questa mattina, per portare la sua solidarietà al sindacato, dopo l’assalto squadrista a Roma. Arriva col pugno alzato, un gesto che è sembrato quasi una provocazione. Dal capannello di gente davanti alla sede neretina del sindacato, infatti, qualcuno gli chiede cosa sia venuto a fare, ricordandogli che CasaPound a Nardò è in consiglio comunale anche per suo merito, avendo appoggiato la candidatura del sindaco Mellone. Gli chiedono chi ha portato i voti a Mellone e gli ricordano che il sindaco ha detto che il fascismo non esiste e di non sapere cos’è l’antifascismo, sbeffeggiando lo stesso governatore che gli aveva chiesto di professarsi antifascista. Incalzato dal racconto della realtà, il governatore si toglie la mascherina per farsi sentire meglio e sbotta: «Una evento avvenuto a Roma di gravissima importanza non può essere paragonato ad una storiella locale», espressione che ha accresciuto ancora di più le contestazioni. «Non è una storiella locale, la responsabilità politica è vostra», gli rispondono, ricordandogli anche gli episodi violenti avvenuti al termine del comizio di chiusura della campagna elettorale di Mellone.


















