La candidatura di Mesagne a Capitale italiana della Cultura per il 2024 è la candidatura del Grande Salento e dell’intera Puglia. La città brindisina è nel cuore del Grande Salento e, indipendentemente dall’esito finale, ha già “vinto”, essendosi imposta come città che ha meritato di entrare tra le dieci finaliste.

Il castello di Mesagne

Mesagne è, infatti, tra le dieci finaliste per l’edizione 2024 ed è l’unica città pugliese giunta a questa fase di selezione tra le 24 inizialmente candidate. Il progetto “Mesagne2024 Umana Meraviglia”, è stato presentato nel castello normanno svevo, in audizione da remoto con la Giuria presieduta da Silvia Calandrelli che dovrà poi indicare al ministro della cultura Dario Franceschini la candidatura ritenuta più idonea. Nell’ambito del progetto anche il cortometraggio su Mesagne del regista canadese premio Oscar Paul Haggis, con musiche del maestro Beppe Vessicchio e con la partecipazione di Sergio Rubini, attore, autore e regista pugliese.

Antonio Matarrelli

«Nella seconda metà degli anni Ottanta – ha detto il sindaco Antonio Matarrelli –, Mesagne era considerata la capitale della Scu, la cosiddetta quarta mafia. Ora concorriamo per il titolo di Capitale della Cultura Italiana dopo aver vinto una battaglia che appariva impossibile. Oggi Mesagne è una città viva e attrattiva, una città che attraverso una straordinaria partecipazione di popolo ha dato vita ad un tessuto sociale in cui operano 115 associazioni che contribuiscono alla gestione dei nostri beni monumentali, degli spazi sociali e di 7 beni confiscati alla mafia. Mesagne ha coltivato il tema della cultura in tutte le sue forme».

All’audizione, avvenuta giovedì scorso, è intervenuto anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. «La storia della Puglia, quella di Mesagne, sono storie di grande riscatto – ha detto Emiliano -. Si parte dai punti di debolezza, dalle nostre più gravi minacce, per arrivare ad una città che oggi è turistica, culturale, imprenditoriale, legata all’agricoltura ma anche all’innovazione tecnologica, con centri di ricerca e luoghi che possono consentire di cambiare il destino dei nostri giovani. Questa non è la sfida di Mesagne, è la sfida della Puglia e dell’Italia. Noi vorremmo spiegare all’Italia come abbiamo fatto a diventare così importanti in così poco tempo, partendo da minacce pesanti, come l’idea che Mesagne fosse la capitale della Sacra Corona Unita».

Dopo l’introduzione del sindaco di Mesagne, Antonio Matarrelli, è stata l’architetto Simonetta Dellomonaco, coordinatrice del progetto, a spiegare il progetto alla commissione ministeriale. All’audizione erano presenti Aldo Patruno, direttore Dipartimento Turismo, Economia della cultura e valorizzazione del Territorio della Regione Puglia; Gianna Elisa Berlingerio, direttore Dipartimento Sviluppo Economico della Regione Puglia; Fabio Pollice, il rettore Università del Salento, componente del Comitato scientifico “Mesagne2024”; Elio Borgonovi, direttore Istituto di Pubblica Amministrazione e Sanità IPAS presso l’Università Bocconi, professore ordinario presso Università Bocconi e membro del board di EFMD – European Foundation for Management Development, Comitato scientifico “Mesagne2024”.