di Fernando DURANTE
La storica, centralissima, “Piazza del Sole” di Calimera, da sempre luogo di socialità, diventa “Piazza del Sole-Brizio Aprile”. Lo ha deciso la giunta comunale. La gente, come la politica locale, su quell’aggiunta, si divide. In contemporanea l’esecutivo ha intitolato i giardini pubblici ad un altro storico personaggio del luogo, Giannino Aprile. Entrambi sindaci parlanti grico (l’antica lingua che ancora oggi, orgogliosamente, si parla in paese). Brizio è stato anche assessore regionale al Personale. “Due personalità”, per dirla con l’attuale sindaco, Gianluca Tommasi, “che hanno dato lustro alla comunità”. Divisi, però, dall’interpretazione e militanza politica. Brizio, Democratico cristiano; Giannino, invece, comunista. Fu quest’ultimo a realizzare i giardini ed a deporre in un’aiola la stele Attica risalente al IV sec a.C., dono di Atene al paese. Era il 1960. Brizio, invece, fra roventi polemiche, volle quella piazza.
Dall’opposizione in Consiglio comunale, “Buongiorno Calimera”, parte la prima bordata di contestazione. Ricorda che, quand’erano loro in amministrazione, l’accusa ricorrente riguardava proprio la mancanza di interlocuzione con la popolazione. Oggi i ruoli sono cambiati ed anche gli atteggiamenti. Ora è la minoranza in Consiglio comunale che accusa l’amministrazione di arroganza per non aver ascoltato la gente, prima di prendere una decisione su quella che chiamano la “nostra piazza”, la piazza dei calimeresi. Perciò, chiede a gran voce il ritiro di quella delibera. Rilevando che per l’intitolazione dei giardini pubblici a Giannino Aprile, nessuno ha obiettato nulla. Mentre per l’aggiunta di quel nome sulla piazza si è diviso il paese. Il tutto, in un “ridicolo tentativo storico-politico”. In sostanza, per non scontentare nessun cittadino di opposta fede politica si sarebbe proceduto con una forma di baratto: una piazza a te ed un giardino a me. La nota conclude sostenendo che, “la questione merita più rispetto di una decisione unilaterale imposta ed irremovibile. Piazza del Sole – ricordano – la nostra piazza, è punto d’incontro, rappresenta l’unità cittadina”.
Anche Salvatore Tommasi, studioso e ricercatore dell’antica lingua grica, nonché ex docente di Filosofia, ritiene che sarebbe stato utile coinvolgere la popolazione prima di decidere. Lo scrive su un post in risposta al chiarimento che il sindaco ha voluto dare alla popolazione. Nel modo in cui è stata presa la decisione, a dire dello studioso, quella piazza sarebbe diventata “meno nostra e questo mi dispiace molto”. Commenta, quanto sia strano che una parola “possa essere evocativa e significativa”. Tanto da dividere un paese. Ma, giustificata dal fatto che “Piazza del Sole ha un valore estetico: è bello, ci piace”.
Ma, cosa ha chiarito il sindaco alla gente? In sostanza, con quella delibera si sarebbe voluto denominare i luoghi a chi li aveva realizzati. Al sindaco comunista riconoscere la realizzazione della villa comunale con la presenza dell’antica stele, “nella quale aleggia ancora lo spirito di Giannino”. All’altro politico, piazza del Sole, fortemente “voluta e realizzata da Leonardo Brizio Aprile che, con Giannino ha caratterizzato la recente storia di Calimera”.
Fine della storia o è solo l’inizio? La speranza è che si possa aver messo la sordina alle polemiche sull’aggiunta di quel nome a quel luogo, che, per quanto si voglia dire, sta tanto a cuore ai calimeresi.


















