Fernando DURANTE
Arrivano i giorni più freddi dell’anno, “i giorni della merla” e torna il 3 febbraio, a Calimera, la festa di san Biagio (an Vlasi per i griki), protettore della gola. Per i calimeresi è una circostanza imperdibile per ricordare il duro lavoro nel disboscamento del “Grande Bosco”. Ogni anno, ricordano il santo percorrendo a piedi il tratto di strada che porta alla masseria, situata ai margini dell’antica foresta dei lecci, a circa tre km dal centro abitato, e prende il nome dal santo. Una volta le famiglie dei lavoratori che disboscavano per ricavare carbone, attraverso la “craunara”, e terreno per coltivare, raggiungevano i padri famiglia impegnati nell’opera, per passare una giornata insieme. Luogo di un’antica masseria nel cui interno è presente una piccolissima cappella che ospita una tela in cui è raffigurato il santo che libera dalla spina la gola di un bambino. Nel cortile della masseria verrà celebrata la Santa Messa alle 15.:00 Al termine, il Circolo”Ghetonia” ha organizzato una visita. Si partirà da un’altra chiesetta di epoca medievale semiipogea. Nel suo interno, un affresco rappresenta due santi vescovi, san Biagio e, con molta probabilità, sant’Eligio. Luogo sottoposto a vincolo ma, in attesa di finanziamento per il suo recupero. Si partirà da qui per scoprire i “segni” che caratterizzano l’area naturalistico-archeologica di San Biagio.



















