Fernando DURANTE
Nasi all’insù, per lo stupore di grandi e piccini. Torna a Calimera l’antica Festa dei Lampioni. Un evento giunto alla sua 24^ edizione dell’era moderna. A cui, nel tempo, si associata la sagra de “Lu Cuturusciu”. Un tarallo, prodotto da forno, che le mamme di una volta costruivano con i resti della lavorazione delle “pucce” o “friselle” rimasti nei margini della madia. Si insaporivano con olio, sale e un poco di pepe, per la gioia di mariti e figli. Oggi lo ripropone la Pro-loco, insieme ai Lampioni.
Risvegliato dall’iniziativa di Silvano Palamà, all’epoca come oggi, presidente del circolo “Ghetonia”, l’evento continua ad attrarre l’interesse e la curiosità di turisti e curiosi. Grazie all’impegno di volontari della Pro-loco, famiglie e singoli cittadini, questa edizione conta su nove giornate. Da sant’Antonio (giorno 13 giugno) a san Luigi (21 giugno, solstizio d’estate). L’accensione dei Lampioni avverrà a partire dalla serata di giorno 20 giugno.

Un obiettivo, quello della lunghezza dell’evento, raggiunto grazie al lavoro dei volontari che hanno realizzato e l’insostituibile fantasia. Che, bisogna dirlo, non manca. Saranno, quindi, nove giorni di iniziative fra tradizione, arte, cultura, musica, artigianato e buon cibo. Piazza del Sole sarà il cuore pulsante della manifestazione. Da questa sera sarà occupata da nuove e vecchie costruzioni, insieme alle stradine del centro storico, via Costantini, su cui si affaccia la “Casa museo della Civiltà contadina”, via Montinari e dintorni.
La manifestazione è stata presentata nel corso di una conferenza stampa presso il Palazzo Adorno, alla presenza del presidente della Provincia, Stefano Minerva; il sindaco, Gianluca Tommasi, con l’assessore al Bilancio e all’Associazionismo, nonché consigliere provinciale, Brizio Maggiore; il presidente della Pro Loco di Calimera, Pierluigi Cillo; i direttori artistici dell’evento, Antonio Castrignanò e Samuele Tommasi.
Nel corso della presentazione, il presidente Minerva, ha detto di considerare la circostanza come la manifestazione che “apre gli eventi dell’estate salentina e dà il via alle sagre popolari nel Salento”. Non ha dimenticato, peraltro, un pensiero “per ricordare l’amico e consigliere comunale di Calimera Massimo Greco, che non c’è più”.
Quella dei Lampioni, a Calimera, è stata una festa povera, di quartiere, almeno fino agli anni ‘50, riscoperta da Silvano Palamà, presidente del Circolo culturale “Ghetonia”. La tradizione giunta fino a noi vuole che l’idea sia realizzata su uno scheletro di canne su cui, con poca colla di farina, si attaccava la carta velina -possibilmente – colorata, ed il gioco era fatto. Il festeggiamento, invece, si limitava ad accendere un piccolo falò nei quartieri su cui venivano bruciati i sai indossati dai ragazzi dell’epoca, in ringraziamento di ipotizzati miracoli ricevuti o solo per devozione a sant’Antonio.
La festa dei Lampioni, invece, secondo quanto si legge nel libro di Vito Bergamo, “La Cascetta” (Ghetonia ed.), sarebbe stata scoperta di antiche origini, grazie alla scoperta del compianto ricercatore locale, Rocco Aprile, in una grotta, nel corso di un suo viaggio in Cappadocia (Turchia). Oggi è un altro mondo. Dondolano appesi su fili di ferro, le forme più attraenti e strane, in piazza del Sole, in via Costantini, via Mayro, via Montinari e stradine limitrofe del centro storico.
Alle ore 17:00 di questa sera, la Festa parte con la “Coppa dei Lampioni” sportiva 2025 (13-14-15 giugno ore 17:00), in piazza del Sole. Immancabili stand di pietanze e assaggi salentini delizieranno il palato di buongustai.


















