Teresa Bellanova

«Ció che si è verificato a Nardó è inaccettabile. I luoghi di manifestazione politica, scenari di confronto, mai dovrebbero essere teatro di violenza. Mai. In tanti mi hanno inviato messaggi per chiedere in quale modo si può arginare questa situazione. Ho risposto con molta franchezza. Si sarebbe dovuto agire prima», così sul suo profilo fb la presidente di Italia Viva Teresa Bellanova.
«Non è la prima volta», prosegue Bellanova, «che Nardó e, nello specifico chi la amministra, balza agli onori della cronaca per episodi poco edificanti. Quanto in quel Comune è accaduto politicamente in questi anni avrebbe meritato una riflessione profonda e accurata. Le classi dirigenti che fanno capo al maggior partito del centro-sinistra hanno molto spesso minimizzato, lasciando correre o peggio ammutolendo davanti alla forza dei numeri. Dei più forti. Come se solo la forza dei numeri garantisse il diritto a esprimere il proprio democratico dissenso».
«Ricordo in uno degli ultimi congressi Pd – aggiunge Bellanova – lo scandalo che fece di Nardó un caso nazionale. Fummo in pochi a denunciare la presenza tra i votanti alle primarie di un corposo numero di fascisti. In questi anni quel Comune e i suoi amministratori hanno creato un filo diretto con quella parte di politici a sinistra che alla forza delle idee ha preferito legittimare la forza dei numeri. Quelli che pur di stravincere nelle ultime competizioni regionali hanno stretto un patto inossidabile con sindaco di Nardó, gran portatore di voti, senza alcun discrimine sulle idee. Quella parte di sinistra che a forza di additare avversari da combattere ha scientemente imbarcato pezzi di estrema destra pur di difendere rendite di posizione. Smarrendo irrevocabilmente allo stesso tempo la rotta, i valori, la connessione con il reale, dicendo tutto e il contrario di tutto. E ha praticato la possibilità del tutto. Con una unica priorità: vincere purchessia».
«Apprezzo – conclude Bellanova – le prese di posizione di esponenti politici locali del PD ai quali mi lega un’amicizia umana, ma leggendoli non posso esimermi dal dire una cosa scomoda. Senza una critica radicale dello stato di fatto, qualsiasi presa di posizione rischia di essere solo una pantomima».