di Raimondo RODIA
Nonostante i suoi 35 anni l’Associazione “Angela Serra” mantiene il ricordo vivo e palpitante di questa ragazza di Galatina che nel 1977 iniziava la sua avventura universitaria a Modena nella facoltà di medicina. Mentre qui come altrove la pantera universitaria ruggiva contro il potere, erano gli anni di piombo quelli, e la nostra Angela sapeva schierarsi e combattere per i diritti delle donne e delle classi più deboli, come ci ricorda la sua compagna di studi Manuela Simoni, in un toccante ricordo di Angela.
Angela era aperta ed inclusiva, in poco tempo conobbe tutti i ragazzi e le ragazze del campus, aveva fretta di conoscere, forse un presentimento che la vita presto si sarebbe allontanata da lei, si laureò velocemente, un anno prima di Manuela Simoni, voleva specializzarsi in ginecologia per aiutare le altre donne. Ma come sappiamo la vita porta gioie e tristezze.
A Modena conobbe il ragazzo che divenne suo marito ed a Modena scopri il terribile male che l’aveva colpita, all’inizio scambiato come un’ulcera gastro-intestinale da stress, ma purtroppo era ben altro.
Legatissima alla sua famiglia che viveva a Galatina, una famiglia numerosa ed unita, forte della presenza di mamma Lucetta, la matriarca. Negli ultimi tempi della sua vita terrena, nonostante i terribili dolori della malattia, una cosa la faceva sorridere, l’arrivo in famiglia della nipotina Elisabetta, che le aveva dato una grande gioia ed un particolare orgoglio alla giovane zia. Uno dei sogni di Angela era stato la maternità, un sogno mai raggiunto a causa della malattia.
Oggi rimane il suo ricordo in tutti quelli che l’hanno conosciuta di persona e continua a vivere nell’associazione nata proprio 35 anni fa a Modena per volere dei familiari e degli amici. L’ Associazione “Angela Serra” per la ricerca sul cancro, si è costituita a Modena il 19 febbraio 1987 per onorare la memoria di Angela, giovane medico di Galatina, deceduta a soli 29 anni per un tumore.
L’Associazione salentina “Angela Serra” intende impegnarsi al fianco delle istituzioni pubbliche affinché nell’area jonico-salentina si sviluppi una moderna rete di servizi oncologici capace di essere avvertita come punto di riferimento esemplare dalla popolazione così da estinguere in poco tempo la piaga della migrazione di migliaia di pazienti all’anno verso altre regioni.


















