In questo periodo estivo di assidua frequentazione balneare, la sosta sulle spiagge libere salentine diventa banco di prova del senso civico (e del rispetto dell’ambiente) dei numerosi e variegati frequentatori, sia forestieri sia locali. Spiace constatare che l’ago della bilancia dei comportamenti civili è sceso ulteriormente e, sempre più spesso, raggiunge l’indecenza. Alla diminuzione tangibile e progressiva delle spiagge, dovuta all’erosione costiera, si unisce l’incuria delle stesse da parte degli enti preposti. In un carosello di amare, desolanti considerazioni, un pensiero va a chi ha il compito di evitare il degrado e non fa nulla per contrastarlo, continua ad ignorarlo e si dimostra incapace di arginarlo; a chi non svolge appieno il proprio compito pur avendo ricevuto l’incarico della pulizia quotidiana degli arenili in quanto patrimonio pubblico. Oppure gli interventi sono lasciati all’improvvisazione, eseguiti maldestramente e frettolosamente. E, se a questa superficialità si aggiunge il pessimo comportamento manifestato dai fruitori incivili, come sono alcuni giovani e alcuni adulti che non rispettano l’ambiente in cui vivono, il quadro è veramente desolante.

Rivolgo il presente appello, oltre agli zozzoni congeniti (se mai leggono qualcosa per documentarsi!), alle istituzioni pubbliche a cui chiedo maggiore impegno e accortezza nell’effettuare sopralluoghi frequenti e meticolosi al fine di appurare che i compiti assegnati alle ditte e/o cooperative per la pulizia delle marine siano svolti in modo soddisfacente.

Frequento una spiaggia libera a Torre Chianca, situata di fronte alla Piazza Paradiso, che, ogni anno è in progressivo peggioramento rispetto all’anno precedente ossia è trascurata; ho chiesto l’installazione di cestini porta rifiuti che, naturalmente, è stata disattesa. Ed è l’ennesima volta.

Nel corso delle passeggiate che faccio sulla spiaggia, raccolgo rifiuti vari (tappi di plastica, bottiglie, sacchetti, buste eccetera eccetera), ma, prevalentemente, una grande quantità di mozziconi di sigaretta. Evidentemente gli autori del gesto non conoscono l’esistenza del posacenere tascabile e, soprattutto, non sanno che un mozzicone si deteriora dopo lunghi decenni; è un oltraggio all’ambiente; il gesto è plausibilmente segno di inciviltà e la tossicità del fumo ai polmoni del fumatore è identica a quella che si infligge all’ambiente.

Ecco, allora, l’idea balzana che mi è scaturita. Perché non trovare il modo e la maniera di regalare ai cittadini un posacenere tascabile invitandoli a usarlo perché così evitano di gettare a terra i mozziconi e non insozzano l’ambiente al loro passaggio?

Tempo fa ho invitato il comandante della Polizia Municipale di Lecce (l’invito è estensibile ad altri presidi della provincia di Lecce) ad istituire un corso rivolto ai cittadini i quali, dopo opportuna preparazione, e il conseguimento di una abilitazione, potrebbero emettere regolare sanzione al cittadino colto in flagranza ossia quando getta a terra il mozzicone di sigaretta. Lo scopo della proposta, ovviamente da perfezionare, è di collaborazione al fine di rendere vivibile l’ambiente, inducendo i trasgressori a rispettarlo!

Il gesto di dotare di posaceneri tascabili i fumatori, potrebbe essere acquisito dalle istituzioni pubbliche, le associazioni, i circoli, le scuole, alcune catene commerciali e via elencando, puntando a ridurre l’immagine di sporcizia che provoca il gesto sopracitato. Naturalmente questo è uno spunto su cui lavorare.

Poi mi pare che sia giunto il momento di sensibilizzare i gestori di bar e locali in cui si possono asportare bevande, perché invitino i consumatori delle stesse, birra in testa, a non lasciare la bottiglia (vuota o semivuota) dove capita, dopo avere consumato il contenuto. Non se ne può più di vederle abbandonate in ogni angolo, visibile o nascosto, della città o rotte così che i vetri diventano pericolosissimi!

Ci diamo una mano tutti quanti per rendere il volto dell’ambiente in cui viviamo meno oltraggiato da gesti idioti e incivili? Anche i mezzi d’informazione possono fare la loro parte. Occupandosi di trattare l’argomento dell’ambiente offeso e oltraggiato dai gesti incivili, con ripetuta frequenza e con toni alquanto decisi. La notizia deve diventare di cronaca perché è al pari di un delitto, non contro la persona, ma contro un ambiente che è ugualmente vivo e di cui traiamo beneficio quotidianamente. Adottiamo metodi per inculcare questi ragionamenti molto semplici. Come meglio si crede. Facciamo una cordata contro il degrado.

Grazie!!!

Rossella Barletta