L’Istituto scolastico comprensivo di Alezio Sannicola è stato antesignano per l’introduzione della figura dello psicologo nell’ambito scolastico. Questa operazione, tuttavia, non si è limitata alle semplici attività di monitoraggio della popolazione scolastica ma, nel tempo, ha esteso la progettualità iniziale, anche ad uno “sportello ascolto”, entro il quale chiunque lo richieda, studente o genitore, può fruire, privatamente, dell’ausilio dello psicologo anche per esigenze non strettamente attinenti al contesto scolastico. Il progetto, nel prosieguo del tempo, si è poi esteso alle attività degli “sguardi incrociati”, laddove, individuate le principali criticità emerse dal monitoraggio fatto sugli studenti, queste vengono messe al vaglio della popolazione scolastica e, successivamente, ad una campionatura delle famiglie, così da rilevare e mettere a confronto le diverse opinioni, i gap di percezione tra le diverse generazioni, avendo modo di suggerire modelli utili ad uno sviluppo ponderato della genitorialità. Quest’ultima attività, valutato l’impatto che ha sulle famiglie, non solo è fortemente innovativa, ma sembra essere un unicum nel sistema scolastico ed è oggetto di continue implementazioni annuali.
La sintesi del monitoraggio, dello sportello ascolto e degli sguardi incrociati ha consentito di mettere a punto un vero “Manuale del benessere nella scuola” che non ha la pretesa di risolvere tutte le criticità individuate, ma da l’istantanea della condizione psicosociale del microcosmo scolastico e ne registra gli sviluppi, anno su anno.
L’implementazione principale del progetto nell’anno scolastico 2022/23, ha riguardato le attività degli “Sguardi Incrociati”, per iniziativa della dr.ssa Paglialonga, sono state introdotte le testimonianze, da parte di professionisti accreditati, su materie che riguardano problematiche connesse alla crescita, all’educazione, alla comunicazione, anche stavolta con un rivolgimento alla platea degli studenti e a quella dei genitori. La genitorialità è stata trattata su questi diversi temi, procedendo in maniera innovativa, cioè oltre gli impatti di ordine psicologico, trovando connessione con lo sviluppo biologico e la comunicazione, risultando con questi un unicum nel grande tema educativo.
La transizione biologica
La dr.ssa Scarcia, ginecologa, ma dotata di una profonda conoscenza biologica, ha trattato il tema della crescita sul piano fisico, in stretta connessione con gli aspetti psicologici, dimostrando che l’età adolescenziale, rappresenta, di fatto, una vera e propria “transizione biologica”. Lo sviluppo antropologico è stato associato a quello relazionale con una sintesi che spiega bene le fasi della crescita e i fattori critici di ordine fisico e culturale. Particolare rilievo ha assunto il punto di vista chimico/ biologico prodotto da specifiche sostanze dell’apparato umano, quali:
- La dopamina con una funzione di controllo su: la sensazione di piacere, la ricompensa, la produzione di prolattina, i meccanismi di regolazione del sonno, alcune facoltà cognitive
- L’ ossitocina che migliora l’umore, induce una sensazione di benessere, promuove le interazioni sociali, riduce ansia, stress e dolore.
- La serotonina che svolge numerose funzioni che vanno dalla regolazione del tono dell’umore, del sonno, della temperatura corporea, della sessualità, all’empatia, funzioni cognitive, creatività e appetito.
Queste sostanze, prodotte spontaneamente dal corpo umano, sono la sintesi del benessere, ma vanno tuttavia stimolate perché producano i loro effetti positivi e lo stimolo, non casualmente, dipende strettamente dall’ambiente familiare, sociale e dall’habitat entro i quali ogni individuo nasce e cresce.
È la prova provata che gli aspetti caratteriali e di personalità dell’individuo si generano anche per effetto dello stimolo ambientale che ricevono, in poche parole, ad esempio, l’amore ricevuto, stimola anche chimicamente la propria capacità di amare.
Un particolare capitolo è stato riservato all’evoluzione del cervello e in particolare dei lobi frontali, veri artefici dell’umanizzazione dell’individuo. Lo sviluppo di questi lobi procede dall’adolescenza sino ai 25 anni circa e definisce lo stacco dalla natura puramente animale da quella prettamente umana. È in questo frangente che prende forma la personalità, il carattere ed è in questa fase, che gettata alle spalle l’infanzia, l’individuo cerca la propria identità.
In questa fase l’aspetto culturale, inteso nella sua interezza, veicola l’impronta personale di ognuno in contatto e in conflitto con l’originaria natura animale. Non è dunque eccessivo sostenere che proprio l’adolescenza sia l’età più critica dell’intera vita umana, perché è qui che l’imprinting generale ricevuto definisce il profilo definitivo dell’individuo.
Queste lezioni, hanno reso oltremodo chiaro cosa avviene fisicamente e psicologicamente nella fase della crescita e sono un bagaglio informativo fondamentale, per impostare il percorso educativo in maniera ottimale.
La vera lezione tuttavia non è tanto quella fornita in chiaro, quanto quella celata tra le righe. L’educazione è materia complessa ma troppo spesso costellata da luoghi comuni, tratti da convinzioni tramandate e mai realmente sperimentate. La lezione principale che si coglie è che la virtù educativa, deve mettere in discussione una serie di certezze, usando gli strumenti e le informazioni di cui sopra e non soltanto, perché le vere rivoluzioni culturali, nascono dal senso critico del dubbio applicato alle cose date per scontate.
La musicoterapia e gli aspetti relazionali
Anche l’incontro con il dr. De Florio, musicoterapeuta abilitato, si è rivelato interessante, perché ha allargato lo spettro della conoscenza delle tecniche utilizzabili per lenire o superare alcune patologie, connesse con la comunicazione e con gli aspetti relazionali, utilizzando la musicoterapia come strumento a scopo riabilitativo e/o terapeutico.
Partendo dal concetto di comunicazione verbale, non verbale, para verbale si è arrivati a sperimentare, in prima persona, come la musica possa toccare le note più profonde del nostro “io” e aiuti ad esprimere emozioni diverse.
Sedersi in cerchio e “attendere” è stato già, di per sé, inusuale. I genitori presenti, ognuno a proprio modo, hanno comunicato con l’uso di un tamburo…chi battendo piano, chi forte, chi in maniera armoniosa e chi semplicemente dando un sol colpo. Hanno tutti tradotto un pensiero in musica, le parole in suoni.
La tensione iniziale è mutata in senso di liberazione e la curiosità di conoscere il fine ultimo della prova si è trasformata in sorpresa quando il dr De Florio ci ha spiegato che la musica non ha retropensieri, libera la mente e ci aiuta a capire meglio gli altri e a farci capire meglio.
La musicoterapia produce ottimi risultati per disturbi della comunicazione o di tipo relazionale (autistico) e per disturbi dell’apprendimento, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita, non solo fisica ma anche sociale e intellettuale. Questa tecnica è praticabile per pazienti di qualunque età e funziona anche per lenire la stanchezza psicologica.
Conclusioni
Anche quest’anno il progetto/processo degli sguardi incrociati ha prodotto risultati oltre le migliori aspettative, perché all’incrocio dei diversi punti di vista figli/ genitori, si è aggiunta la disamina dei fattori fisiologici che rimandano le dinamiche della crescita tout court a quelle psicologiche e relazionali, aggiungendo valore informativo all’uditorio genitoriale che acquisisce così diverse conoscenze e consapevolezze.
Questa metodologia è un approccio certamente innovativo nell’intero contesto scolastico che ha già fatto registrare significativi progressi nell’ambito che ci compete. Non casualmente infatti, lo sportello ascolto, che ha lo scopo di consentire, a chi, genitore o studente, lo richieda, il consulto con lo psicologo, istituito in parallelo al progetto degli sguardi incrociati, registra un significativo aumento delle richieste di ascolto, abbattendo il pregiudizio o tabù, per cui l’incontro con lo psicologo debba necessariamente procedere da una patologia e non semplicemente da un’esigenza di dialogo e di ascolto.
Questo successo è sicuramente un significativo indice di acculturamento e soprattutto di civiltà che normalizza gli aspetti di conoscenza, comunicazione, dialogo e ascolto, in un’epoca in cui l’apologia dell’ignoranza trova ampi spazi anche nei principali mezzi di comunicazione. È doveroso dunque un ringraziamento alla dr.ssa Stifanelli, dirigente della nostra scuola per avere voluto questi progetti e alla dr.ssa Paglialonga che li ha saputi strutturare con lungimiranza.


















