Giovanni Avantaggiato

di Fernando DURANTE

Si sarebbe pure potuto ballare, mercoledì 24 agosto, al ritmo della pizzica che ha accolto l’uscita del feretro di Giovanni Avantaggiato per dare l’addio all’ultimo cantore de “LiUcci”. E, forse, Giovanni, avrebbe gradito. “Si”, commenta il figlio Rocco, “per quanto addolorati, ce lo siamo goduto”. Deceduto all’età di 97 anni nella sua casa di Masseria dell’Angelo, appassionato suonatore di organetto è stato l’ultimo componente dello storico gruppo di musica popolare, “Li Ucci”.

La gente in attesa per strada ricorda le tante serate in compagnia di quell’appassionato suonatore di organetto e di grico. “O tata andeviche stin anghera (papà è salito in cielo)”, aveva annunciato al mondo musicale, in quella lingua tanto cara al defunto, il figlio Rocco. Quella lingua che, caparbiamente, nonostante l’avanzata della “civiltà”, ha voluto trasmettere ai suoi figli. Gina, Lucia, Salvatore e Rocco, infatti, parlano tutti il grico, nipoti compresi.

Giovanni ha portato la sua musica in giro per l’Europa, in compagnia della moglie, Angela (Avantaggiato anche lei). Fino a calcare il prestigioso palco del Concertone della “Notte della Taranta”, a Melpignano, nel lontano 1998, in compagnia del suo inseparabile organetto, diventato muto. La notizia della dipartita ha scosso profondamente quel mondo della musica popolare e grica a cui ha dato tanto.

Per dire “Grazie Giovanni”, i rappresentanti delle band che portano per il mondo quei ritmi tanto amati si sono dati appuntamento all’esterno della chiesa. Da Antonio Castrignanò a Giorgio Filieri, da Antonio Melegari ad Emanuele Licci, a Vito Cannazza, solo per citare alcuni nomi, sono stati tutti presenti. E la voce della dipartita di Giovanni si è rincorsa da un messaggio all’altro, superando i confini nazionali e intasando il web. Per dire della popolarità di cui godeva. Tante, infatti, sono state le testimonianze di vicinanza e cordoglio ai famigliari giunti anche dalla “madre patria” Grecia.

Giovanni Avantaggiato con la moglie Angela

Ad attendere l’uscita del feretro dalla chiesa matrice di Corigliano d’Otranto, al termine del rito funebre, celebrato dal parroco, don Giovanni Baglivo, è una marcetta eseguita da una banda musicale di cui era appassionato. A seguire, i canti a lui noti e tanto cari di pizzica e musica popolare, accompagnati dal ritmo dei tamburelli. Tutto come Giovanni aveva desiderato che si facesse per il suo funerale. Nell’omelia, il parroco ha ricordato, fra l’altro, i 68 anni di vita matrimoniale vissuti felicemente accanto alla moglie Angela, “da buon cristiano”. Poi, il silenzio accompagna Giovanni verso l’ultimo viaggio terreno. Solo i tamburelli di due nipoti battono il definitivo addio. Quasi a voler trattenere gli ultimi istanti di Giovanni fra la gente che gli ha voluto bene ed a cui ha dato tanto.